Politica
L'intervista •
Magi: “Il gruppo? Storia ignobile. Schlein ha preferito Rifondazione”
Il leader di +Europa dopo il no alla formazione del nuovo gruppo, tra veti e assenze: "Contro di noi randellate politiche dagli alleati. Meritano tutti il premio Giachetti. Il centro? Condivido l'appello di Ruffini, possiamo vederci già lunedì. Anche con Renzi, purché intenda avere alleati e non ostaggi. Il tavolo del campo largo? Se non allargano, vogliono perdere"

La definisce “una vicenda miserabile, una piccola storia ignobile, con finti alleati”. Riccardo Magi parla del gruppo alla Camera che ha provato a formare, senza riuscirci. “L’Ufficio di presidenza è diventato un luogo in cui si fa politica”, dice al Foglio. Se la prende con la maggioranza, certo. “Politicamente però sono state decisive le assenze nelle opposizioni”. Ieri, quando si votava per autorizzare la nascita del gruppo, i parlamentari di Iv ( Giachetti), Azione (D’Alessio) e M5s (Sportiello) hanno disertato. “Una scelta politica, pilotata dall’alto”. E’ finita 9-6. “Ma se vi fossero state tutte le presenze nelle opposizioni sarebbe finita pari. A quel punto difficilmente la maggioranza avrebbe potuto respingere la richiesta. Sarebbe stato un vero atto di prepotenza”.
Il leader di +Europa aveva messo insieme – oltre a Benedetto Della Vedova e Luca Pastorino – anche Bruno Tabacci con il suo Centro Democratico e Aboubakar Soumahoro. “Avevamo tutti i requisiti. Alle ultime elezioni abbiamo preso quasi un milione di voti, tra gli 800 mila di +Europa e i 150 mila di Tabacci. Altri hanno preso un quarto di questi consensi eppure hanno un gruppo”, ricorda Magi. Spiegando che il suo tentativo aveva due obiettivi. “Il primo era promuovere, a partire dal nuovo gruppo, un ricorso alla Consulta sulla raccolta firme per presentarsi alle elezioni. Molti costituzionalisti, anche favorevoli al Melonellum, ritengono quella norma incostituzionale e discriminatoria”. L’operazione si basava su un precedente, un altro ricorso del 2021, che accoglieva in sostanza le obiezioni di Magi: “Ma la Corte ci aveva spiegato che non avendo un gruppo, non veniva leso l’interesse specifico. La nuova formazione serviva a superare questo ostacolo”, a rendere più efficace la battaglia giuridica. “Mi ero rivolto quindi a tutti i gruppi di opposizione, chiedendo un sostegno che non è arrivato. In compenso abbiamo visto tutta una serie di passaggi parlamentari per favorire la nascita di altre componenti”. Come Sud chiama nord, quella di Onorato e Maraio grazie al M5s, e soprattutto – ultima in ordine di tempo – quella di Rifondazione Comunista con il “prestito” di Andrea Crisanti. Schlein ha preferito Acerbo a +Europa. “Esattamente. E nonostante il nostro fosse un appello alla luce del sole”, mastica amaro Magi. Anche perché con il Pd ha un rapporto più stretto e poi la battaglia contro Meloni – “che usa toni eversivi, come nel video sulla scarcerazione di Youssef Siher” – avrebbe dovuto coinvolgere tutta l’opposizione senza tatticismi. “Qualcuno a sinistra ha avuto paura di essere decisivo. Con una battuta direi che hanno vinto tutti il famoso premio Giachetti”, scherza Magi, riferendosi a una battuta pronunciata tempo fa dal deputato di Iv: è il premio per chi ha una faccia come il culo. “E l’ho detto anche allo stesso Giachetti, sebbene non penso che la responsabilità sia tutta sua”.
Secondo il leader di +Europa insomma hanno prevalso “i calcoli e le manovre politiche”. Come se lo è spiegato? “L’altro nostro obiettivo era iniziare un processo di convergenza tra le forze politiche europeiste e liberaldemocratiche del centrosinistra, per andare oltre questa grande frammentazione”. Che forse fa comodo a qualcuno e sembra insuperabile: “Certo, è complicato quando si colpisce a randellate una forza politica con cui a parole si vorrebbe fare un’alleanza”. Magi comunque non s’arrende. “Ho fatto un appello per una lista unitaria di centro. Lo ha fatto anche che Ruffini e lo rilancio. Credo che già all’inizio della prossima settimana potremmo vederci”. Anche con Matteo Renzi? Per ora è l’unico a non dover raccogliere le firme, su di lui sembra aver scommesso anche Schlein. “Anche con Renzi, purché intenda avere alleati e non ostaggi politici. L’ho detto, serve parità tra gli interlocutori, ma non ho mai ricevuto risposta. Se ci sono le condizioni, siamo disponibili”. Domani, intanto, il campo largo si riunisce. “Se non si uscirà da quel tavolo con l’annuncio di un allargamento – conclude Magi – vuol dire che vogliono una coalizione che sta sotto il 40 per cento, che non vince e non convince. Hanno bisogno di noi, nei numeri e sui temi”. E’ quello che sostiene anche Renzi, il centro può forse iniziare da qui.
