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Il trattore di Vannacci: attacca Salvini su Kyiv, si inventa la festa con l’aratro. Ma spara a salve e FdI ne approfitta
Fn lancia la festa dell'Agricoltura con aperitivi rurali e mostre d'epoca, mentre il generale torna alla carica sull'Ucraina (e suoi votano con la destra per i medici no Vax). Meloni intanto usa i toni estremisti del leader futurista per corteggiare i centristi
28 OTT 26

Sale sul trattore – la benzina la cerca in Russia – ma ultimamente spara a salve, Roberto Vannacci. Dalle parti di FdI, in questi giorni, hanno tirato un mezzo sospiro di sollievo: Fn indietreggia nei sondaggi e loro, i meloniani, pur portando avanti misure draconiane, e d’ispirazione un po’ futurista, sulla sicurezza e decreti anti burqa, di fronte alle intemerate vannacciane possono atteggiarsi a (mezzi) responsabili. I Fratelli hanno accolto in coalizione Cateno De Luca – lo lancia Ignazio La Russa, insieme ad altri ministri e pure Giorgia Meloni interverrà alla kermesse del leader di Sud chiama nord. Intanto mandano segnali (ma sono reciproci) a Luigi Marattin, corteggiano Carlo Calenda. Aiutano pure Marco Rizzo, un tempo più vicino al generale, a farsi la propria componente in Senato (A proposito, Rizzo va con la destra? “No, andiamo da soli, come alle suppletive di Chieti”). Aiutano tutti, allargano alla conquista dell’agognato 42 per cento, ma non Vannacci. Eppure ieri i suoi hanno votato con la destra, lo rivendica Rossano Sasso, evitando che la maggioranza andasse sotto sul reintegro dei medici no vax: “E’ simbolico che il centrodestra sui temi identitari venga salvato dagli uomini del Generale”. Così, in attesa di una chiamata di Meloni, al leader di Fn tocca reinventarsi, in cerca di un nuovo slancio, o sperare negli assist di ex amici come Matteo Salvini.
Domani, anche per dar manforte alla proteste di queste settimane, ecco la prima festa futurista dell’agricoltura: a Trecenta, provincia di Rovigo, arriva il generale al contrario, con l’ex ministro Gianni Alemanno. Aperitivo rurale – che suona un po’ radical chic – e poi: “mostra di mezzi agricoli d’epoca”, dimostrazioni di lavoro sul campo. Ieri invece la sporca dozzina è tornata all’attacco sull’Ucraina e sull’energia russa, con la sponda – si fa per dire – del leader del Lega che vuole dire basta al sostegno a Zelensky, cosi ha detto al Congresso del Carroccio, ma è “leale” con il governo. In conferenza stampa non c’è Vannacci ma Ziello, accompagnato dal responsabile economico Antonio Maria Rinaldi, si difende bene. Di giornalisti comunque ce ne sono sempre meno, l’attenzione di qualche settimana fa è scemata, c’è anche chi gioca sul telefono. “Ma a noi interessano lepiazze”, dice Ziello. E poi Salvini, che è il bersaglio principale, con tanto di volantino per smascherare l’ipocrisia del ministro dei Trasporti. “Oggi stesso depositeremo una richiesta di informativa alla premier Giorgia Meloni: viste le parole del suo vice, la linea del Governo è cambiata?”. E’ la stessi tesi che a distanza sostiene Vannacci: “Salvini sembra essersi vannaccizzato... sarà il solito bluff o aprirà una crisi di Governo?”, dice il generale annunciando il no al decreto armi all’Ucraina. Ma forse forse i primi a sperare che il governo faccia in fretta sono proprio i futuristi. Fn annuncia anche una mozione, chiede un’informativa a Crosetto sulle dichiarazioni di Salvini. L’altro ritornello è quello energetico: quindi stop alle sanzioni contro la Russia, serve “lavorare per un accordo commerciale con Mosca per importare greggio per abbattere i costi del carburante”. E’ il solito cavallo di battaglia, insieme alla remigrazione e al femminicidio che per i futuristi non esiste. La novità di ieri invece arriva da Napoli: ci tengono a smarcarsi da Vannacci pure i missionari vincenziani della Congregazione della Missione a Napoli. Come mai? I fedelissimi del generale avevano organizzato un’iniziativa in un convento, i cui spazi sono gestiti proprio da quei missionari. Che però hanno voluto far sapere: “Ci dissociamo”. Ovvero: “Ogni visione che contrapponga le persone, escluda o selezioni chi è degno di essere accolto è lontana dal nostro modo di intendere la carità”. Per una volta i remigrati sono loro, i futuristi.
