Speravano fosse una miccia, invece era un pifferaio. Alla prossima, compagni

C’è una sinistra che piange per l’ennesima rivoluzione rimandata. Cosa vuoi che siano, un po’ di vetrine sfondate? C’è sempre un Marco Grimaldi che dei tre minorenni fermati con le molotov riesce a dire “non volevano fare male a nessuno”, con un evidente sospiro di nostalgia  

27 OTT 26
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(Foto Getty)

Fu un maranza di trent’anni / faccia da schiaffi e baffi uguale, tanto per ribaltare una celebre canzone. Era sembrata la rivoluzione, come ogni volta, e invece era l’ennesima caricatura del nuovo capo della rivoluzione. Un dispiacere. Dispiacere su X per il noto ex direttore editorialista, sinistra molto presentabile: “Catturato il pifferaio dei ragazzini”. Che forse non sarà il terrorista che dicono i pm (del resto un’ossessione in prevalenza di destra: per Panorama è “il capo e ideologo dei maranza”), ma il risultato non cambia. Così che i poveri manifestanti minorenni “potranno restare direttamente a casa: verrà qualcuno a domicilio per i documenti”. Speravano fosse una miccia, invece era un pifferaio. Alla prossima, compagni. Il Fatto è passato in un weekend dal titolo di battaglia, “Il D-Day delle rivolte”, a “I ragazzi deludono chi sognava la guerra”. Deludono? Deludono forse i consentanei di Giannini, che aveva argomentato “il sabato della generazione ignota”. 
E passi per Maurizio Acerbo, il salmista di Hamas che con la fantasia della mummia di Lenin dice: “Sbatti il mostro in prima pagina”. E passi per Avs, “siamo tutti Youssef Siher” e per quelli che scrivono “il ricercatore trasformato nel colpevole di tutto”. Mannaggia, l’hanno fermato sul più bello. Però c’è anche il disappunto contenuto di Concita De Gregorio, che sperava qualcosa di più dalla meglio gioventù, non la violenza, of course, ma “temo che incarcerare minorenni non basterà. Non hanno molto da perdere, hanno già perso”.
C’è un’intera generazione, anzi ormai sono due, in costante attesa della nuova scintilla, dei nuovi giovani pronti a gridare “Ce n’est qu’un début”. E ogni volta, la delusione. Sempre su Repubblica, relegato in cultura, ci si è divertito amaramente Francesco Merlo, sui Diogene delle rivoluzioni introvabili: “Troviamo e perdiamo ‘il giovane’ che diventa sempre più giovane e fa dimenticare i precedenti giovani che avevamo eletto a rappresentare ‘i giovani’”. Ne fa un rapido condivisibile elenco. Ci scherza su, Merlo: “Sarebbe ora di confessare che i giovani non esistono, sono un’invenzione del marketing”. Ma in realtà no, c’è anche chi ha preso tutto sul serio, prende sempre sul serio ogni presunta rivolta all’orizzonte. E per molti, a sinistra, sarebbe anche meglio se ci fosse un po’ di violenza, il vecchio Dna non si scorda mai.
Sul manifesto che ha rubricato “La bella stagione: tafferugli, saccheggi, barricate e incendi”, il direttore Andrea Fabozzi aveva scritto derubricando i fatti di Francia a “tafferugli” (è bruciato il municipio di Limonge, ma era solo un tafferuglio). Su Rivista Studio, che era nata come nicchia di intello riformisti, una firma di prima fila del manifesto come Bruno Montesano ha ironizzato: “Sembrerebbe che la gravità dei saccheggi e degli scontri del weekend sia di poco inferiore a Hiroshima e Nagasaki e di poco superiore all’11 settembre”. Non è successo niente, né qui né in Francia. Ma “reprimere per fermare il declino è quindi la soluzione a cui mirano la destra e i conservatori mascherati da liberali”.
C’è una sinistra che piange davvero per l’ennesima rivoluzione un’altra volta rimandata. Perché in fondo cosa vuoi che siano, un po’ di vetrine sfondate, un po’ di cassonetti bruciati? C’è sempre un Marco Grimaldi che dei tre minorenni fermati a Torino con le molotov riesce a dire “non volevano fare male a nessuno”, con un evidente sospiro di nostalgia. Dopo il mitico ’68 i nonni hanno atteso la Pantera, poi l’Onda anomala, poi i social forum e Porto Alegre, poi, in un abisso sempre più inconsistente di grottesco, c’è chi ha sperato nelle Sardine e poi nei ragazzi lacrimevoli dei venerdì di Greta, “ci hanno rubato il futuro”, un po’ calati di interesse adesso come il Green deal. Ora sembrava la volta buona, un’insurrezione di ragazzini senza nemmeno regia. Ed è probabile che torneranno; ma per il momento sembrava di aver trovato il nuovo Che Guevara, e invece era solo un maranza di trent’anni, faccia da schiaffi e baffi uguale.