Di Pietro si candida al Csm e fa litigare Fratelli d'Italia e Forza Italia: "Incompatibile con il ruolo"

L’ex pm di Mani pulite, ex star del "Sì" al referendum, ha pranzato alla Camera con Donzelli. Il partito valutava la sua candidatura al Csm, ma i capigruppo Craxi e Costa frenano, con una nota di fuoco: "Nessun accordo, è una questione di principio". Domani scheda bianca, mentre gli azzurri valutando le candidature di Zanettin e Sisto

27 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 18:54
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Antonio Di Pietro - foto LaPresse

"Ho fatto una candidatura come previsto da legge, ritenendo di averne i titoli, poi deciderà l'Aula", ha detto l'ex ministro e leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro questa mattina alla Camera. Di Pietro annuncia così la sua candidatura come membro del Consiglio superiore della Magistratura alla vigilia del primo voto che domani svolgerà il Parlamento, riunito in seduta comune. L'ex pm di Mani pulite è "sceso in campo" per provare a essere eletto, facendo però scricchiolare il centrodestra.
Infatti, secondo quanto riportano diverse fonti parlamentari, nel corso della giornata Di Pietro ha pranzato con alcuni esponenti di centrodestra, tra cui Giovanni Donzelli, colonnello di Fratelli d'Italia e responsabile dell'organizzazione (al tavolo c'erano anche Alessandro Colucci di Noi moderati e Ignazio Messina, vice presidente Anci e segretario di Italia dei valori). Il partito starebbe valutando il profilo. "Una candidatura interessante che prendiamo in considerazione", dicono i parlamentari. D'altronde, l'ex pm è stato uno degli sponsor di punta per il "Sì" allo scorso referendum (perso). È ancora presto per le trattative, ma un nome "di peso" come il suo ha fatto infuriare Forza Italia. Com'è comprensibile.
Nel corso del pomeriggio si sono rincorse diverse voci di dissenso rispetto a questa decisione, fino a sera, quando una nota di fuoco dei due capigruppo di Senato e Camera Stefania Craxi ed Enrico Costa ha spiegato in chiaro la posizione degli azzurri. "Forza Italia non voterà Antonio Di Pietro quale membro del Csm. Non è una questione nominale, ma di principio", dicono. "La storia di Di Pietro, simbolo di una stagione in cui la giustizia si è fatta strumento di lotta politica e la gogna mediatica ha preso il posto del giusto processo, facendo strame del diritto, è incompatibile con l'organo chiamato a garantire l'autonomia, l'equilibrio e la terzietà della magistratura". E chiudono: "Noi siamo e restiamo garantisti e non possiamo affidare il governo autonomo dei magistrati a chi ha incarnato l'esatto contrario. Su questo non ci sono margini di trattativa".
Il contenzioso si chiude ancora prima che possa partire. E infatti domani il centrodestra voterà scheda bianca. Un po' perché appunto, non c'era nessun accordo. Un po' anche per far diminuire notevolmente la maggioranza richiesta per l'elezione delle componenti del Csm. Per i primi due scrutini la maggioranza richiesta è quella dei componenti dell'intera assemblea, ed è richiesta dei tre quinti. Dal terzo scrutinio in avanti, invece, il calcolo dei tre quindi non è sull'intera assemblea, quanto sul numero dei votanti. 
"È tutto ancora molto prematuro", dicono fonti parlamentari di Forza Italia. "Work in progress", per arrivare a nomi comuni e condivisi da tutto il centrodestra. Tra la rosa di personalità scelte ci sono, spiegano le stesse fonti azzurre, il senatore Pierantonio Zanettin e il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. Entrambi molto qualificati, sarà necessario che anche le opposizioni saranno d'accordo con questa scelta, se alla fine sarà quella definitiva. 
E infatti proprio i capigruppo della Camera di Pd, M5s, Avs, Iv, +Eu e Azione oggi nel corso della giornata hanno diramato una nota proprio per assicurarsi che nel corso dei prossimi mesi, quando si voterà per le componenti, sia rispettata la proporzione di 6-4 componenti eletti tra maggioranza e minoranza. "Ci auguriamo che nella prossima elezione dei componenti del Csm non si ripeta quanto accaduto all'inizio di questa legislatura, quando la maggioranza ha scippato alle opposizioni un componente che, come da prassi, spettava alle forze di minoranza parlamentare", hanno scritto Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s) e Luana Zanella (Avs), Maria Elena Boschi(Iv), Matteo Richetti (Azione) e Riccardo Magi (Più Europa). "Ci auguriamo che la maggioranza abbia un sussulto di responsabilità", dicono. "Secondo la composizione dei gruppi parlamentari in questa legislatura il corretto equilibrio è quello di 6 componenti per le forze di maggioranza e 4 per le forze di opposizione".