Politica
La solitudine del ministro •
Crosetto e gli scacchi
Alle sette di un mattino, a Parigi, il ministro della Difesa raccoglie i pensieri giocando a scacchi. La foto

Foto del Foglio
Sono le sette d'un mattino parigino quando Guido Crosetto si sveglia e nella hall d'un albergo vicino al Ritz (che non è il Ritz) allenta i pensieri giocando a scacchi. Il ministro della Difesa è solo, rigorosamente, alle prese con alfieri, torri, regine. Solo anche perché sa, forse, che "negli scacchi, come nella vita, l'avversario più pericoloso siamo noi stessi". A dirlo era il sovietico (non militante) Vasily Smyslov. Lo scacchista campione del mondo negli anni Cinquanta che pare abbia ispirato il fotogramma da Place Vendôme. Sono quindi le sette in punto quando il ministro, dopo l'incontro con gli omologhi di Francia, Germania, Polonia e Regno Unito, raccoglie i pensieri prima di volare a Oslo e poi a Helsinki. Al confine di uno scacco matto. È la solitudine del ministro.
