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Meloni la mediatrice. C’è anche la premier in lizza come inviato Ue a Kyiv (ma a Chigi minimizzano). Accordo con il Kuwait, anche sul price cap
La presidente del Consiglio vola nel Golfo e incassa la disponibilità a prorogare il tetto su gasolio e benzina (lo stesso farà Eni fino a fine anno). Calenda sulle ipotesi di Meloni mediatore Ue in Ucraina: "Sarebbe ottima"
24 OTT 26

Ci sarebbe anche Giorgia Meloni nella “short list” di possibili mediatori inviati dall’Ue per negoziare con la Russia di Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina. Almeno questo è quanto ha scritto ieri il Telegraph. Insieme alla premier, “fonti diplomatiche” fanno i nomi di Alexander Stubb, presidente finlandese, Petr Pavel, presidente ceco, la premier danese Mette Frederiksen e il premier norvegese Jonas Gahr Store. Con la possibilità che la scelta ricada su un team allargato piuttosto che su un unico leader. Era stata la stessa presidente del Consiglio ad avanzare la proposta di un inviato speciale Ue sul dossier Kyiv, a più riprese, anche nell’ultimo Consiglio europeo, dove le discussioni si erano arenate. Fonti di governo però minimizzano la lista resa nota dal quotidiano britannico definendola fantasiosa. Dalle opposizioni il leader di Azione Carlo Calenda parlando col Foglio approva l’idea: “Meloni sarebbe un’ottima mediatrice”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, da par suo, invece, preferirebbe Bjoern Seibert, suo capo di gabinetto. In passato era stato avanzato anche il nome di Mario Draghi. Fatto sta che ieri per Meloni è stata giornata di missioni: è volata nel Golfo, a Kuwait City, per un incontro con l’emiro del Kuwait Mishal al Ahmad al Jaber al Sabah. Al centro la firma di un piano d’azione e accordi su investimenti e difesa, nel pieno del caro carburanti. Con la disponibilità di Q8 a prorogare il price cap su gasolio e benzina (Eni lo farà fino a fine anno).
Quella di ieri è stata la tredicesima missione nel Golfo per Meloni. Il bilaterale con l’emiro del Kuwait Mishaal al Ahmad al Jaber al Sabah è servito a firmare alcuni accordi: un memorandum d’intesa sulla cooperazione tra l’Agenzia Ice e l’Autorità del Kuwait per la promozione degli investimenti diretti. Una lettera d’intenti tra Leonardo e il ministero della Difesa del Kuwait. Un protocollo d’intesa tra l’arma dei Carabinieri e la Guardia nazionale del Kuwait. E l’adozione di un Action plan 2027-2030 per il rafforzamento della cooperazione tra i due paesi. Mentre Meloni era in missione all’estero, poi, sempre per quel che riguarda il campo energetico, Eni ha comunicato l’ estensione fino a fine anno dell’applicazione del tetto al prezzo di gasolio e benzina nelle stazioni Enilive. La premier ha raccolto anche dalle autorità kuwaitiane la disponibilità a continuare a fare altrettanto sul price cap (attraverso la compagnia Q8). La giornata di oggi, a proposito di caro energia, sarà un banco di prova per la gestione delle piazze, dopo gli scontri della scorsa settimana e l’entrata in vigore del nuovo pacchetto sui cortei licenziato dal governo questa settimana. Soprattutto a Milano, dove sono stati inviati 500 nuovi agenti e dove si temono le tensioni più forti. Un modo per Meloni per rituffarsi su questioni prettamente interne. Archiviando, per ora, le ipotesi su Kyiv e il lavoro nel Golfo.
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Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.
