Magi fa il gruppo alla Camera. Con Soumahoro e Tabacci, ma senza il Pd. Che pensa ad Acerbo

 "Nel campo largo non sono stati così sensibili...”, dice il leader di +Europa, che adesso  conta cinque deputati. Il soccorso di Conte e Schlein non arriva, non arriva nonostante l'appello di Magi. Veti e controveti rallentano la costruzione del centro mentre in Senato potrebbe nascere la componente di Rifondazione comunista


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Roma. Su un divanetto del Transatlantico Riccardo Magi sorride, allarga le braccia: “Nel campo largo non sono stati così sensibili...”. Si riferisce in particolare al Pd di Elly Schlein. Per almeno due giorni il segretario di +Europa ha provato a sensibilizzare, a spiegare le sue ragioni ai partiti del centrosinistra. Chiedeva agli alleati una sorta di supporto democratico: un parlamentare “in prestito” – o due – che permettesse alla sua componente di arrivare a quota cinque così da formare, in deroga, un gruppo alla Camera e poter ricorrere alla Consulta contro la maxi raccolta firme prevista dal Melonellum. Ma niente da fare: il soccorso dei principali partiti di opposizione non c’è stato. Magi s’aspettava uno sforzo in più soprattutto da Schlein, con cui ha un rapporto più stretto. La segretaria non ha raccolto l’appello, in compenso al Senato i dem stanno valutando di dare una mano a Rifondazione comunista di Maurizio Acerbo (a proposito: anche Marco Rizzo, grazie Antonio Guidi, potrebbe presto avere la sua componente). Così a soccorrere +Europa sono arrivati Aboubakar Soumahoro e Bruno Tabacci, che si sono aggiunti allo stesso Magi, a Della Vedova e a Pastorino. Tabacci, l’higlander della politica italiana, tra l’altro, è anche titolare del simbolo Centro democratico: nei giorni scorsi lo aveva messo già a disposizione di Più uno (alle scorse elezioni lo aveva fatto con Luigi Di Maio), affinché il partito di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli potesse ottenere lo sconto sulla raccolta firme: da 6 mila a 1.500 per collegio, come prevede la nuova legge elettorale per chi ha una componente in Parlamento. Ed è una mossa, quella di Tabacci, che segnala forse un passo in più verso la razionalizzazione del centro, o dei centri: una dinamica che fino a oggi ha risentito di veti, contro veti, e strategie diverse da parte degli attori in campo. Gli stessi che hanno rallentato l’operazione di Magi. Del resto Giuseppe Conte, il M5s, ha trovato la sua sponda moderata in Alessandro Onorato, soprattutto, ed Enzo Maraio, prestando un senatore per far nascere la componente del Psi a Palazzo Madama. Schlein aveva invece puntato su Matteo Renzi, nella scommessa che intorno a Italia viva si mettessero insieme le forze centriste. Per il momento il risultato è stato quello opposto, i “centri” si sono moltiplicati – a causa delle reciproche diffidenze – diventando una sorta di alibi per il campo largo. Da Schlein a Conte, fino ad Avs (che ieri ha tenuto una conferenza stampa), i partiti del campo largo provano a cavalcare la protesta di questi giorni, attaccano Meloni sul caro vita – e gli argomenti certo non mancano – ma continuano a rimandare il tavolo del programma. in attesa di definire il perimetro della coalizione. Non è certo l’unico problema, visto che anche ieri al Parlamento Ue Pd e M5s si sono divisi su una risoluzione che denuncia gli attacchi russi nell’Ue e sul Mar Nero (i contiani hanno votato contro), ma quello del centro è diventato nel frattempo una sorta di alibi. La mossa di Magi prova a smuovere le acque, con la speranza che il suo ricorso possa portare all’esenzione totale delle firme da raccogliere. “Lo mettiamo a disposizione di tutti”, ha spiegato il segretario di +Europa. L’obiettivo è giocare ad armi pari con Renzi, che al momento è l’unico a non dover raccogliere alcuna firma.
E’ in questo quadro che ieri Ruffini – presentando il suo programma – ha lanciato una nuova chiamata: “Penso che tutte le forze politiche al di fuori della foto del campo largo, debbano avere la responsabilità e la generosità di condividere le loro proposte per trovare anzitutto una sintesi tra di loro e presentare una lista unica alle primarie”. Con Gabrielli, assicura, “contatteremo tutti”. Ma certo non sarà impresa facile: ci sarà anche da convincere Onorato che oggi aprirà gli Stati generali di Progetto Civico, per presentare le sua piattaforma programmatica, “con costi, coperture e tempi di attuazione”. E’ noto che l’assessore capitolino non nutra grande simpatia verso Renzi. Ma nel programma della tre giorni – a eccezione di Maraio – non si vedono nemmeno gli altri centristi. Alla kermesse in programma fino a domenica comunque passeranno tutti i leader del campo largo. Tutti tranne Schlein, per questioni d’agenda e impegni pregressi tra Festa dell’Unità a Cagliari e Montepulciano. “Per il momento non c’è ma mai direi mai. Con Elly ho un rapporto bellissimo, ci sentiamo sistematicamente”, ha detto ieri Onorato. Chissà. Nel frattempo per il Pd ci sarà il presidente Bonaccini, oltre ai governatori Giani e De Pascale. Ruggiero Montenegro