Letizia Moratti: "Incidente chiuso" con Ignazio La Russa, che le avevo dato della ”cretina”

L'ex sindaca di Milano getta acqua sul fuoco dopo le parole pronunciate dal presidente del Senato. A margine della riunione dell'Ecad a San Patrignano, dice: ”Dietro ogni dipendenza c'è un essere umano e l'essere umano viene prima di tutto”

23 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 13:11
Immagine di Letizia Moratti: "Incidente chiuso" con Ignazio La Russa, che le avevo dato della ”cretina”
"Incidente chiuso" e "no comment". Così Letizia Moratti getta acqua sul fuoco acceso ieri dalle parole che le ha rivolto il presidente del Senato Ignazio La Russa. A pubblicare la sua posizione è la pagina Instagram The Journalai e i fatti risalgono a qualche giorno fa, al presidio organizzato a Milano dai partiti del centrodestra per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine dopo i disordini del weekend. Lì La Russa, in un "fuorionda" e pensando di non essere registrato, ha parlato di Moratti, dicendo: "Ma chi cazzo la caga, è una cretina. Ma una può dire 'parlo perché sono sindaca'?". Ebbene, il video è diventato virale sui social, tanto che lo stesso presidente del Senato ha dichiarato di essere "sinceramente dispiaciuto" per quanto affermato e che quelle parole sono state "maleducate".
Moratti chiude "l'incidente" senza andare oltre, mentre parlava coi giornalisti a margine della riunione dell'Ecad (European cities against drugs – città europee contro la droga) a San Patrignano. All'incontro c'era anche la premier Giorgia Meloni. "Dietro ogni dipendenza c'è un essere umano e l'essere umano viene prima di tutto", ha detto la cofondatrice del celebre centro di recupero per tossicodipendenze. "Qui a San Patrignano non arriva una dipendenza ma un ragazzo, una ragazza con le proprie ferite e con le proprie potenzialità. Questo è l'approccio di San Patrignano". Dalla sua nascita "sono passate 27.000 persone e oggi la comunità conta 850 ragazzi. Il 72 per cento di che completa il percorso risulta recuperato“. 
”La responsabilità resta, ma la pena può diventare anche recupero e reinserimento. Una seconda possibilità non cancella il passato, ma impedisce che quel passato determini tutto il futuro”, ha proseguito Moratti. "Anche le dipendenze stanno cambiando – ha spiegato –. Accanto a droghe e alcol troviamo il gioco d'azzardo, nuove fragilità legate ai social, al gaming, all'isolamento, alle droghe sintetiche. Cambiano gli strumenti, ma spesso alla radice ritroviamo solitudine, disagio, paura, bisogno di relazione".
Da qui, dice ancora Moratti, la necessità di "arrivare prima": il progetto di prevenzione WeFree nel 2025 ha raggiunto quasi 60mila persone, tra cui più di 50mila studenti. Chi entra in comunità può contare su oltre 50 attività formative e più di 20 settori professionali, con 300 qualifiche e titoli di studio conseguiti ogni anno, lauree comprese. ”Studio e lavoro costruiscono competenze, autostima e dignità”, ha concluso. ”La bellezza non è un ornamento: è un messaggio educativo, insegna attenzione, ordine, rispetto e valore”.