A Firenze i ritardi sulle rinnovabili fanno litigare il centrosinistra

Il consigliere della Sinistra progetto civico Palagi denuncia: "La fondazione per gestire le comunità energetiche doveva essere pronta dal 2025". La vicesindaca Galgani: "Penalizzati dal continuo cambio della normativa". E il consiglio comunale approva all'unanimità un ordine del giorno per chiedere di fare presto

23 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 11:53
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Non sono solo le regioni. Quando si tratta di rinnovabili il campo largo si ritrova in ritardo anche nei comuni. E’ il caso di Firenze. E, questa volta, non ci troviamo neppure di fronte a un grande parco eolico o a un mega impianto di pannelli fotovoltaici in grado di mobilitare un pezzo sospettoso di cittadinanza dei territori. Nulla di controverso. Parliamo di comunità energetiche (Cer), ovvero un gruppo di soggetti – istituzioni, imprese o semplici cittadini – che si associano per produrre, consumare e condividere energia pulita. In concreto, si traduce con qualche pannello solare sui tetti che garantisce però l’abbattimento dei costi energetici per i consorziati. Eppure a Firenze sono tre anni che si attende invano che il comune vari le sue prime comunità. Un ritardo che più che il sapore dell’ideologia anti rinnovabili della presidente della regione Sardegna Alessandra Todde ha le sembianze di un incartamento amministrativo che certo non piacerebbe a Elly Schlein che imbarazzata per i ritardi di alcune regioni governate dal centrosinistra ha più volte chiesto a tutti di “accelerare”. “Purtroppo – spiega al Foglio la vicesindaca con delega all’Ambiente Paola Galgani – ci sono stati dei cambi delle normative sulle Cer nel 2024, e questo ci ha fatto perdere un po’ di tempo”. Ma vediamo cos’è successo.
Già dal 2023 il comune doveva istituire una fondazione con un obiettivo molto chiaro: far nascere le prime comunità energetiche rinnovabili della città nei Quartieri 4 e 5. Nel progetto sono coinvolte con il comune l’università di Firenze e la Città metropolitana. Tutto doveva essere pronto entro il 2025. Alla fine del 2026, però, non c’era neppure la fondazione. A polemizzare con la giunta fiorentina è stato così negli scorsi giorni il consigliere di Sinistra progetto comune, Dmitrij Palagi, che ha preparato sull’argomento un ordine del giorno che è stato poi votato all’unanimità dall’intero consiglio comunale. “La prima scadenza, inserita nel documento unico di bilancio – ricorda Palagi – era prevista per la fine del 2025. Poi, a dicembre scorso, nella nota di aggiornamento, la scadenza è stata spostata a inizio 2026. Passato anche quello – prosegue il consigliere – nel nuovo documento 2027-2029 è diventata entro il 2026, ma al 30 giugno, della fondazione non c’era nessuna traccia”.
Tutto comincia nell’autunno del 2023. L’11 ottobre la giunta approva gli indirizzi per due comunità energetiche, insieme all’Università e alla Città metropolitana. L’avviso pubblico si chiude il 29 febbraio 2024 con circa 800 candidature, di cui 431 ritenute utili. Poi, secondo Palagi, il vuoto: nessun atto di giunta o di consiglio su statuto, accordi, impianti. Nel settembre 2025, rispondendo a un’interrogazione, l’amministrazione ha ammesso che “non vi era un cronoprogramma stabilito”. Eppure i soldi, almeno sulla carta, ci sono: il nuovo Documento di programmazione conferma oltre 2,2 milioni di euro per i primi impianti e i costi di gestione. E la voglia di partire non manca, perché i Consigli dei Quartieri 1, 3, 4 e 5 hanno chiesto nei loro pareri di accelerare. Chi propone un progetto pilota rionale, chi si offre come sede sperimentale, chi vorrebbe cominciare dalle famiglie in difficoltà. Le cause del ritardo le spiega al Foglio la vicesindaca Galgani: “Purtroppo il cambio di normativa sulla costituzione delle Cer ci ha rallentato costringendoci a diverse revisioni. Adesso – prosegue – stiamo rivedendo il piano economico finanziario che dovrà accompagnare la delibera che istituirà la fondazione. Dobbiamo farlo bene per garantire che sia sostenibile e renda vantaggioso l’investimento che il comune farà su questi impianti fotovoltaici sui tetti che abbiamo individuato, garantendo veri vantaggi alla comunità”.
Nell’ultima seduta il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno di Palagi. Il testo chiede di procedere “con sollecitudine” e di portare in Aula la delibera sulla fondazione, con statuto e accordi con Università e Città metropolitana. E prevede che le comunità si estendano poi agli altri Quartieri. Alcuni emendamenti però hanno cancellato la deadline scritta nell’odg, il 30 novembre. Resta invece un richiamo agli obiettivi del Documento di programmazione, che indicano come termine il 2026: la delibera insomma dovrà arrivare entro dicembre. Palagi ringrazia e avverte: se a gennaio la fondazione non ci sarà, ne chiederà conto in aula.