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a otto e mezzo •
Silvia Salis: "Io in politica nazionale? Non a questo giro. La coalizione? serve anche Renzi"
La sindaca di Genova ospite di Lilli Gruber su La7: "Ho altri quattro anni di mandato. Schlein? Ci sentiamo spesso". E sul nucleare: "Anche la sinistra dovrebbe fare una valutazione apolitica"
22 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 09:11

Nessun salto immediato nella politica nazionale per Silvia Salis. Ospite ieri sera di Otto e mezzo su La7, la sindaca di Genova ha chiarito di avere davanti "altri quattro anni di mandato" nel capoluogo ligure e che, se un giorno ci sarà per lei un impegno a livello nazionale, "non sarà il prossimo giro". Sul fronte delle primarie del centrosinistra, Salis ha invitato a non perdere altro tempo: "Ormai facciamole", ha detto, così da poter passare "a una fase successiva di consolidamento". Alla domanda su chi sosterrebbe, ha evitato di sbilanciarsi, giudicando scorretto nei confronti dei partiti che la sostengono indicare un nome. Si riconosce nel Pd, ma appoggerà chi vincerà. Un'eventuale sconfitta di Elly Schlein, ha aggiunto, sarebbe "sicuramente un duro colpo", visto il distacco accumulato rispetto al Movimento 5 Stelle in termini di consensi. Quanto ai rapporti con la segretaria dem, Salis ha spiegato che i due si sentono spesso, ma che Schlein non le ha chiesto formalmente di fare la "federatrice" del campo progressista.
Netta anche la linea sulle alleanze: "Si vince ovunque, anche al centro, che ha un peso come l'estrema sinistra», ha osservato la sindaca. «Per me tutti dentro, anche Renzi: l'obiettivo è vincere". Spazio infine ai temi di politica energetica ed estera. Sul nucleare, Salis ritiene che un campo progressista debba muoversi con "neutralità scientifica", valutando costi e benefici in modo apolitico, perché l'indipendenza di un Paese dipende anche dal numero di fonti energetiche a disposizione. Sull'Ucraina, infine, ha ribadito che il sostegno deve continuare: "Non possiamo non esprimere solidarietà come Europa".