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a strasburgo •
Il miracolo della ceramica che mette d'accordo Pd, Confindustria, M5s e Fratelli d'Italia
Il Parlamento europeo approva un aumento di quote gratuite di CO2 per proteggere le industrie energivore, a partire dal distretto di Sassuolo. A spingere il voto c'è anche il lavoro dei dem: Schlein rivendica il risultato, Orsini ringrazia Annalisa Corrado. Procaccini (FdI): "Primo passo contro ideologia green"

Il M5s che vota con Fratelli d'Italia. Confindustria che ringrazia la responsabile ambiente del Pd Annalisa Corrado. Tutto grazie alla ceramica. Il quadro inedito viene fuori dopo il voto del Parlamento europeo che ha approvato un aumento di quote gratuite di CO2 per le industrie più energivore di alcuni settori. Detto più tecnicamente, Strasburgo ha dato il via libera all'aggiornamento dei benchmark Ets basati sul calore e sui combustibili per il periodo 2026-2030, un passo indispensabile per portare avanti il negoziato europeo tra Parlamento, Commissione e Consiglio. In Italia a giovare di questa maggiore flessibilità sono soprattutto i produttori di ceramica, concentrati tra Emilia Romagna, Puglia e Sicilia. Non è un caso che il presidente della prima regione, Michele De Pascale, vada predicando da tempo la necessità di allentare la presa per evitare la morte definitiva del distretto della ceramica di Sassuolo, dove si concentra quasi il 90 per cento della produzione italiana di piastrelle. Un polo industriale con circa 70 aziende e oltre 14 mila dipendenti diretti, che diventano 40 mila considerando l'indotto. Per questo le modifiche alle regole europee sulle emissioni hanno un peso particolare sull'economia del territorio. E per questo oggi persino gli eurodeputati del M5s si dicono “orgogliosi” di aver difeso “un’eccellenza del Made in Italy”, nonostante la revisione di uno dei pilastri delle politiche ambientali europee.
In prima linea a rivendicare il voto c'è però il Pd. Da una parte il presidente Stefano Bonaccini, ex presidente dell'Emilia-Romagna, dall'altra Annalisa Corrado. “Correggere parametri che penalizzano ingiustamente alcune produzioni significa dare alle imprese condizioni più eque per investire nella transizione e tutelare lavoro e competitività”, ha commentato l'eurodeputata. Il testo è frutto anche del suo lavoro in commissione Ambiente e non dev'essere un caso che neppure un mese fa la responsabile del Pd per le politiche ambientali fosse seduta in prima fila a Cersaie, il grande evento internazionale della ceramica organizzato da Confindustria a Bologna. “Oggi ci fa piacere registrare la compattezza delle forze politiche italiane, oltre gli schieramenti, e in particolare il grande impegno del Partito democratico guidato a Strasburgo da Annalisa Corrado”, ha commentato dopo il voto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Un segnale di intesa tra industriali e Pd, e in particolare quella parte di Pd più legata a Elly Schlein, non scontato a meno di un anno dal voto. E infatti anche la segretaria ha commentato il voto con soddisfazione, mentre Giuseppe Conte ha ignorato la questione e lasciato parlare i suoi eurodeputati. Non pervenuti gli altri leader del campo largo. D'altra parte, Nicola Procaccini (FdI) il voto lo vede così: “Rappresenta un passo nella direzione giusta, perché corregge almeno in parte un'impostazione della Commissione europea che troppo spesso sacrifica la competitività industriale sull'altare dell'ideologia ambientalista”. La ceramica ringrazia.
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Nata a Cosenza nel 1988, vive a Roma da più di dieci anni. Ogni anno pensa che andrà via dalla città delle buche e del Colosseo, ma finora ha sempre trovato buoni motivi per restare. Uno di questi è il Foglio, dove ha iniziato a lavorare nel 2017. Oggi è responsabile del Foglio.it.
