Cisl contro lo sciopero. Dissente dalla linea Landini (e dalla guerriglia). Fumarola ospite del Pd a Montepulciano

Il sindacato di Via Po si scaglia contro lo sciopero generale indetto da Landini (e contro chi aizza le piazze violente). Il patto con Confindustria e il dialogo con Schlein
22 OTT 26
Immagine di Cisl contro lo sciopero. Dissente dalla linea Landini (e dalla guerriglia). Fumarola ospite del Pd a Montepulciano
No allo sciopero generale come strumento di lotta sindacale (e politica) senza aver nemmeno visto prima i contenuti della manovra. Basta col clima incendiario che rischia di aizzare ancor di più le piazze, e a cui ieri il governo ha detto di voler rispondere con misure a sostegno degli autotrasportatori, a partire dal Cdm di oggi. Ma distinguendo le proteste legittime da “eventuali fenomeni di illegalità”. E poi, ancora, sì a un percorso autonomo che unisca sindacati, associazioni datoriali e imprese, mettendo al centro salari, contratti e welfare per cercare di dare risposte sul lavoro. E’ questo l’indirizzo impresso ieri dal Consiglio generale della Cisl, riunitosi a Roma e che ha approvato la relazione della segretaria Daniela Fumarola. “Pur rispettando le decisioni delle altre confederazioni, la Cisl non condivide il ricorso allo sciopero generale contro una manovra di Bilancio di cui non si conosce ancora il testo. Lo sciopero generale è uno strumento di ultima istanza, che deve fondarsi su obiettivi precisi e motivazioni concrete, evitando di trasformarsi in un’iniziativa generica o ideologica”, recita il documento approvato. Una risposta pressoché istantanea allo sciopero generale annunciato martedì dal segretario della Cgil Maurizio Landini e in programma il prossimo 20 novembre. Una mobilitazione che peraltro segue quella già organizzata dalla Cgil lo scorso weekend e che aveva al suo interno una piattaforma programmatica vastissima, dal no alla legge elettorale alla situazione in medio oriente. Una distanza resa evidente anche dal giudizio del sindacato di Via Po sugli scontri registrati nelle città nel fine settimana. “Il Consiglio condanna senza appello le violenze e i saccheggi che il 17 e il 18 ottobre, ai margini di manifestazioni pacifiche, hanno devastato Parigi e molte città francesi e i centri di Milano, Bologna e Torino, con negozi assaltati, agenti feriti e centinaia di fermati, molti dei quali minorenni. Non è lotta politica, e neppure rabbia sociale: è violenza deliberata e organizzata, che colpisce chi lavora nel commercio e nei servizi, mette a rischio le forze dell’ordine e toglie voce a chi protesta civilmente. Chi la giustifica o la cavalca, come accade in Francia in una parte della sinistra radicale, non si rende conto di costruire consenso per la destra estremista e reazionaria”. Non sottovalutando le richieste e il disagio provenienti dalle nuove generazioni e per cui “non basta chiedere ai giovani di avvicinarsi al sindacato: deve essere l’Organizzazione a creare le condizioni perché possano partecipare, essere ascoltati e contare davvero nelle scelte”, si legge ancora nel documento.
La Cisl, a ogni modo, ribadisce il voler procedere con il proprio percorso autonomo, una campagna dal titolo “Patto che unisce” che di qui alle prossime settimane, auspicando un confronto sulla manovra che preferisca gli investimenti ai “bonus elettorali”, porterà la sigla a girare il paese con alcune tappe come a Genova il 7 novembre, a Gioia Tauro il 28 novembre e a Roma a metà dicembre. Un procedere in parallelo rispetto all’accordo a cui Cgil, Cisl e Uil stanno lavorando con associazioni di categoria come Confindustria. Che ha al centro la definizione di “salario giusto”. E che dovrebbe essere licenziato nelle prossime settimane. Ma nella relazione ribadisce anche la sua posizione internazionale a “sostegno del popolo ucraino”.
Parallelamente a un’operazione che non chiude le porte al dialogo con il governo e con la maggioranza sulla legge di Bilancio (tra le proposte avanzate dalla Cisl, per esempio, c’è anche un avallo ai contributi sui “superprofitti” di banche e grandi gruppi industriali), Fumarola non rifiuta il confronto neppure con le opposizioni. Tanto che, dopo aver preso parte all’ultima festa nazionale dell’Unità a Reggio Emilia, la segretaria parteciperà questo fine settimana all’evento “Pronti all’alternativa” organizzato dal super correntone Pd a sostegno di Elly Schlein. In quella sede si confronterà con Vera Buonomo della segreteria generale Uil e con Christian Ferrari della segreteria nazionale Cgil. Il segno che, nonostante la lontananza con Landini, su alcuni fronti, a partire dal dialogo con Confindustria, la Triplice può provare a fare ancora un tratto di strada assieme.