Salvini sale sul Tir e ferma (non tutti) i blocchi. Le ansie di Meloni al sud

Il vicepremier promette un miliardo contro i blocchi degli autotrasportatori, che nel frattempo vengono revocati in Sicilia ma permangono in altre regioni del sud. Da Forza Italia: “Non perdiamoci il meridione, servono risposte rapide”
20 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 18:22
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Lo sblocco di 480 milioni, 150 milioni aggiuntivi, con l’obiettivo di arrivare fino a un miliardo di euro nel 2027. Il governo prova a contenere così le proteste degli autotrasportatori al sud. Con Salvini che scende dalla ruspa, sale sul tir e convoca a Milano il Comitato autotrasportatori Sicilia (il quale dopo l’incontro revoca il fermo annunciato nell’isola). E’ la grande paura che le regioni meridionali sfuggano di mano. Antonio De Caprio, consigliere regionale calabrese di Forza Italia, imprenditore che i Tir li ha fermati, al Foglio lancia un monito: “Il governo dia risposte rapidissime. Non ci si perda le rivendicazioni del sud”. 
Un po’ carota e un po’ bastone, mezza moral suasion e un pezzetto di richiamo al rispetto delle regole. E’ questo il modo in cui Salvini e il viceministro leghista alle Infrastrutture Edoardo Rixi accolgono a Milano i referenti del Comitato autotrasportatori Sicilia. Vi si dispone lo stanziamento immediato dei 430 milioni già “prenotati” fino a fine agosto (a cui se ne aggiungono altri 30) di credito d’imposta per far fronte al caro carburanti, l’aggiunta di altri 150 milioni per settembre-ottobre, la previsione che si possa arrivare al miliardo ma solo l’anno prossimo. “E’ una prima risposta”, rivendica Salvini. Il quale annuncia per il 27 ottobre un secondo tavolo dove verrà aperta la fase due “e verificheremo l’avvio dei pagamenti su cui ci siamo impegnati oggi”. Gli autotrasportatori, emulando quanto già fatto da alcune categorie regionali gli scorsi giorni, revocano il blocco, ma per esempio in regioni come Puglia e Calabria le proteste non si fermano: “Aspettiamo ancora risposte”. Per questo è lo stesso Rixi a dire che “la soddisfazione è solo parziale, perché i provvedimenti dovranno essere fatti ed essere pienamente operativi, in modo che le aziende possano vedere gli impegni da parte del governo”. Anche se poi il viceministro aggiunge pure che “le proteste sono giuste, ma non possiamo tollerare blocchi sine die”. Sono misure che saranno coordinate da un apposito “Tavolo permanente del meridione d’Italia”. Con il Mit che interloquisce costantemente anche con il ministero dell’Interno guidato da Matteo Piantedosi, proprio perché i blocchi diventano una competenza di gestione dell’ordine pubblico. Come detto il comitato siciliano, coordinato da Salvatore Bella, alla fine revoca il blocco ma mantiene attivo lo “stato di agitazione”.
Anche il ministro Francesco Lollobrigida, nel giorno in cui aderiscono alle mobilitazioni le associazioni di agricoltori, con la Cia-Agricoltori italiani che si ritrova davanti a Montecitorio, fa un appello per il rispetto delle leggi: “Bloccare i Tir mette in difficoltà tutto il sistema e in discussione la possibilità di avere prodotti, anche farmaceutici oltre che alimentari”. E’ l’altro grande fronte, quello delle proteste al sud, che si muove in parallelo alle vetrine dei negozi frantumate e le rivolte da banlieue parigina osservate a Milano lo scorso weekend. Tanto che anche esponenti del centrodestra, negli ultimi giorni, hanno preso se non a “sobillare” le mobilitazioni degli autotrasportatori sicuramente a chiedere che si prenda contezza della serietà della situazione. “Ho letto che Salvini oggi ha assicurato che nei prossimi giorni saranno dati dei ristori agli autotrasportatori, però su questo tema bisogna concentrare l’attenzione, perché non bisogna dare l’impressione di concentrarla soltanto quando ci sono disordini come a Milano”, ha detto a tal proposito il presidente della Calabria Roberto Occhiuto, esponente di Forza Italia. Il quale ha stanziato circa 15 milioni per far fronte, nella sua regione, alla più stretta emergenza. Tra chi si è ritrovato a condividere in pieno le proteste contro il caro carburanti c’è Antonio De Caprio, consigliere regionale calabrese di Forza Italia ma anche imprenditore nel settore della birra artigianale, che ha lasciato fermi i suoi Tir in questi giorni di mobilitazione. “Ho girato per i vari presidi, ho respirato i bisogni di tanti piccoli e medi imprenditori che vivono un malessere diffuso. Per questo c’è bisogno di risposte rapidissime, come abbiamo provato a fare noi in Calabria”, confessa al Foglio. “Il blocco che abbiamo sostenuto e stiamo sostenendo vale più di qualsiasi ristoro futuro, per questo la situazione va risolta presto. Le rivendicazioni di un sud che peraltro si sta muovendo in maniera compatta, unita, vanno ascoltate sapendo dare risposte”, aggiunge poi De Caprio. Soprattutto nell’anno preelettorale, si direbbe.