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Lega vs Forza Italia. I due alleati litigano pure sugli scontri di Milano: “Sbigottiti da FI”. E il Carroccio archivia lo ius scholae
Salvini e Tajani lontani anche sulle soluzioni da adottare dopo gli scontri del weekend. E il leghista, mirando al Viminale, rischia di archiviare per sempre una nuova legge sulla cittadinanza. Botta e risposta tra i referenti locali dei due partiti
20 OTT 26

Dice che ius soli e ius scholae sono definitivamente tramontati. Prenota il ministero dell’Interno, “ma non prima del voto”. Se c’è un esponente di governo che è saltato già da qualche giorno sulla vicenda delle proteste violente a Milano, con l’intento di profittarne politicamente, quello è sicuramente Matteo Salvini. Ieri il vicepremier ha tenuto, con fortuito tempismo, una conferenza stampa, proprio dal capoluogo lombardo, per presentare una proposta di legge a prima firma Igor Iezzi che vorrebbe arricchire il menù degli interventi “anti maranza”. In particolare, la pdl interviene sulle casistiche di “preclusione” o “revoca” della cittadinanza per chi si macchi di determinati reati, soprattutto se compiuti da minori. Ma da Forza Italia si sono levate voci critiche verso la “colpevolizzazione” degli stranieri. Con leghisti come Toccalini che replicano: “Da che parte stanno?”. (Roberto segue nell’inserto I)
Una stretta sulla cittadinanza i leghisti l’avevano già proposta in seno ai lavori della commissione Affari costituzionali alla Camera. E Forza Italia non aveva gradito i toni esasperati, che insistevano sulla revoca della cittadinanza ai minori. Adesso che addirittura si manda in cantina una delle proposte di bandiera del partito come lo ius scholae, è evidente come serpeggi del malumore tra gli azzurri. Soprattutto nella cosiddetta ala legata a Roberto Occhiuto, che solo dieci giorni fa, intervenendo alla festa del Foglio a Firenze, aveva ribadito: “Sì a una legge sulla cittadinanza nel programma elettorale del centrodestra”. Ma il malessere tra le parti è diventato ancor più evidente a livello locale. “Le violenze vanno condannate senza esitazioni e la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori e delle famiglie è sacra”, ha detto ieri Amir Atrous, responsabile del dipartimento Immigrazione di Forza Italia Milano. Ma “a destra c’è chi ha già iniziato a puntare il mirino sugli stranieri, pur di non ammettere che sulle vere ragioni della protesta, dal carovita al costo insostenibile delle case e degli affitti, fino agli stipendi fermi da trent’anni, la politica non ha saputo offrire risposte adeguate”, ha aggiunto. Tanto che a rispondergli c’ha pensato il segretario della Lega in provincia di Milano, Samuele Piscina, secondo cui le parole di Atrous “lasciano sbigottiti e dimostrano una totale disconnessione dalla realtà che i milanesi vivono ogni giorno sulla propria pelle. Sono assolutamente sicuro che questo non sia il pensiero di Forza Italia, un partito serio con cui governiamo e che ha sempre messo al primo posto la legalità e la sicurezza. Mi chiedo però, a questo punto, come sia possibile che una persona con posizioni così lontane dai nostri valori e dai problemi reali dei cittadini sia ancora all’interno del partito”.
Ma che il livello di guardia sia stato superato lo dimostra il fatto che nel calderone ci sono finiti, con dichiarazioni molto puntute, anche esponenti nazionali del Carroccio come Luca Toccalini: “Leggo le parole di Atrous e faccio fatica a capire se a parlare sia un esponente di Forza Italia oppure Fratoianni o Schlein. Il responsabile Immigrazione di Forza Italia Milano sembra più preoccupato di spiegare le ragioni di chi devasta le città che di chiamare le cose con il loro nome: chi passa il fine settimana a distruggere negozi, rubare merce e vandalizzare, anche a 12 o 13 anni, non può essere considerato soltanto una vittima delle circostanze; è un delinquente che va trattato come tale”. Atrous ha poi controreplicato di “essere grato delle differenze con la Lega”. In effetti, anche a Bruxelles i parlamentari di FI avevano auspicato una ben più pacata “comune reazione europea contro le devastazioni nelle città”. Anche se in serata Tajani ha aperto a nuove misure “contro i minori violenti”. E’ un’ulteriore turbolenza, in giorni non particolarmente pacificati nei rapporti tra Lega e Forza Italia. Gli azzurri fanno pressioni sul ministro Giorgetti affinché nella legge di Bilancio rientri il taglio dell’Irpef, nel Carroccio hanno altre priorità, da un nuovo intervento sulle pensioni alla flat tax. Un cocktail di incomprensioni che con gli scontri nelle città e le differenti ricette per porvi rimedio rischia di diventare esplosivo. Nonostante le mediazioni di Meloni.
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Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.
