Politica
dopo l'assemblea del Pd •
I 5 stelle a Schlein: “Primarie subito: il nodo Ucraina si può sciogliere così”
Alessandra Maiorino e Francesco Silvestri replicano alla segretaria del Pd che domenica ha detto: "Sarò la candidata, con o senza primarie". Il deputato pentastellato dice: "E allora le primarie vanno fatte al più presto, ed è attraverso questo strumento che possiamo ascoltare il popolo progressista anche su Kyiv e su quei punti che le segreterie non riescono a risolvere"
20 OTT 26

“Schlein dice che sarà la candidata premier con o senza le primarie? Bene, e allora facciamo queste primarie il prima possibile”, dice al Foglio la senatrice del M5s Alessandra Maiorino. Le parole di Elly Schlein all’Assemblea del Partito democratico di domenica non sono passate in sordina nell’altro importante quartier generale del campo largo, quello del M5s a Via di Campo Marzio. La segretaria del Pd ha blindato la sua leadership dentro il partito – con proroga del mandato e no a qualsiasi altra candidatura dem a eventuali primarie –, ma l’assise è stata anche l’occasione per lei di mandare un messaggio agli alleati del M5s: le primarie non sono un obbligo, o ci si mette d’accordo sulle regole, sul perimetro del confronto e sui tempi oppure la candidata a Palazzo Chigi dei progressisti sarà lei, la segretaria del partito più forte. Arroganza? “Non credo, non starei a vedere le virgole e cercare interpretazioni esasperate del discorso di Schlein: semplicemente è la leader del partito più grande, è normale che aspiri a guidare la coalizione. Ma ha anche detto che le primarie si faranno, e questo è importante”, dice Maiorino cercando di gettare acqua sul fuoco. “Di sicuro – argomenta più duro un altro pentastellato, il deputato ed ex capogruppo a Montecitorio Francesco Silvestri – noi non vediamo alternative allo scenario di primarie per la scelta della leadership. La strada è quella. Noi abbiamo già il programma interno, il nostro candidato, Giuseppe Conte, e la nostra idea di come queste primarie debbano essere fatte: siamo pronti”.
Ma è proprio sulle regole che tra 5 stelle e Pd ancora non si trova un’intesa. I pentastellati vorrebbero si votasse subito, il Pd chiede prima che ogni nodo sul programma venga sciolto da un tavolo di colazione. Compreso il punto più complesso: l’Ucraina. “Parte del programma – dice Silvestri – lo possiamo già scrivere durante la legge di Bilancio che a breve comincia il suo iter in commissione. E’ un’occasione eccellente per fornire la nostra idea di paese con le nostre proposte comuni. Subito dopo non vedo altri ostacoli a fare le primarie, anche perché se solo esiste l’ipotesi di un voto a maggio mi pare evidente che queste si debbano svolgere al più tardi a inizio febbraio. E’ un percorso obbligato”. Le richieste del Movimento 5 stelle sono chiare: primarie a turno unico, con voto online e che non siano solo una scelta sul leader, ma anche sull’ “idea di paese”. “E’ giusto che sia questa la sede per risolvere i nodi che le segreterie non riescono a ridurre”, dice Silvestri pensando proprio alla questione delle armi a Kyiv, mentre Maiorino delinea i punti fondamentali per il Movimento: “Sulla questione sociale – dice – siamo già d’accordo quasi su tutto, e anche sulla patrimoniale troveremo un’intesa. Lo stesso credo valga sul riconoscimento della Palestina”. Resta, appunto, il nodo Ucraina. “Noi – dice la senatrice – riteniamo che una coalizione progressista dovrebbe fare tutto il possibile per avviare una via negoziale e mettere fine a questo terribile conflitto ora nelle mani a Trump e Putin, con un’Europa connivente che non batte un colpo”.
Silvestri, da sempre tra i più accalorati sostenitori dello stop all’invio di armi a Kyiv, va oltre e conferma che è proprio questo il punto che le primarie possono sciogliere. “La mia idea – argomenta – è che coinvolgendo gli elettori non solo sulla persona, ma anche sull’approccio da tenere su temi importantissimi si fa la cosa giusta. Nessuno dice che dobbiamo affidare ai gazebo la redazione di tutto il programma, ma i nodi che non hanno una facile risoluzione al tavolo tra i partiti è più che legittimo che possano essere affrontati così. In questo modo – prosegue – potremmo anche vedere che cosa il popolo progressista ci indica attraverso il voto. A quel punto avremmo un’indicazione chiara anche su come affrontare queste questioni rimaste insolute”. Non sembra che sia questa però la strada che piace al Nazareno che sull’Ucraina vuole tenere il punto. “La coalizione però è anche degli elettori, non solo dei segretari”, replica con eloquente malizia il deputato dei 5 stelle.
Di più su questi argomenti
A Roma da sempre, anzi dal 1992, a eccezione di una parentesi di due anni a Perugia per studiare giornalismo. Una laurea in Economia. Prima del Foglio, ha scritto per OmniRoma, Agenzia Nova e il Tempo. Tende ad appassionarsi a troppe cose rispetto al tempo che una vita concede
