Politica
Il colloquio •
Sandra Zampa: "Posticipare il congresso? Schlein non dia per scontato che a tutti vada bene”. I dubbi sul futuro
La senatrice riformista, vicina a Prodi: “Rattristata, il Pd ormai è una caserma. L’Assemblea non sarà facile. Una candidatura riformista sarebbe utile al partito". Le stoccate a Bonaccini e Boccia
17 OTT 26

“Al di là dei tempi stretti, di cui siamo consapevoli, Elly Schlein sbaglia a dare per scontato che a tutti vada bene così, solo perché ha la maggioranza”, avverte Sandra Zampa. La senatrice, da sempre vicina a Romano Prodi, parla dell’Assemblea del Pd, della modifica dello statuto che posticiperà il congresso dem a dopo le elezioni, allungando il mandato della segretaria, in scadenza a marzo. Pone problemi di metodo e di merito. “Sono rattristata”, dice al Foglio alla vigilia dell’assise democratica, “che non sarà facile”. Ne ha anche per i dirigenti, da Stefano Bonaccini a Francesco Boccia. E’ un malcontento che spinge l’esponente dem, di rito riformista, a interrogarsi anche sul suo futuro. Sarà ancora candidata con il Pd? “Ho fatto due mandati e per varie ragioni sono una delle poche che non ha bisogno di alcuna deroga. Ma quando ci si candida bisogna essere convinti che il tuo lavoro valga ancora la pena. E che la comunità che hai intorno riconosca la qualità di quel contributo”. Parlando con il Foglio Zampa mette in fila tutte le sue perplessità verso la leadership del Pd. In questa fase si sono acuite: il suo malumore, del resto, è quello di molti altri colleghi della minoranza dem. “Il partito sembra una caserma, non una comunità politica”. Così, alla vigilia dell’Assemblea, incalza: “Sono curiosa di capire quale sarà la proposta della segretaria, se ce n’è una. Perché non è chiaro quale sia. Le faccio un esempio”. Prego: “Non c’è stato un dibattito sul nostro programma, una discussione nel paese sull’Italia che vogliamo costruire con i voti dei nostri elettori. Ho sentito delle parole a cui non hanno fatto seguito i fatti”.
Se ne parlerà forse domani alla Nuvola. Di certo verrà chiesto agli oltre 900 delegati di approvare una modifica dello statuto per rimandare il congresso. “Se possiamo essere d’accordo che non sia il momento di cambiare il segretario, con le elezioni che si avvicinano, tuttavia penso sia necessario confrontarsi su come procedere, su come si pensa di affrontare la campagna elettorale”. Prima ancora comunque potrebbero esserci le primarie. “E noi avremmo tutto l’interesse ad avere una seconda candidatura”. Al Nazareno temono che la strada suggerita dai riformisti possa indebolire Schlein nella contesa contro Conte, Zampa però è di un altro avviso: “Potremmo intercettare elettori dentro e fuori il Pd, coloro che non si riconoscono in questo perimetro ristretto che ormai viene disegnato dal partito”. E poi, dice ancora l’esponente dem, “credo sia sbagliato che le primarie siano una competizione tra due partiti e non tra più personalità, all’interno di un quadro di valori condiviso che ancora non si vede. La posizione sull’Ucraina per esempio non riguarda solo il tema della guerra”. Che intende? “Si tratta di chiarire come pensiamo di sostenere i popoli e i paesi che resistono alle guerre unilaterali che vengono mosse a loro danno”.
Più volte, nel corso di questo colloquio, Zampa sottolinea la necessità di allargare. Lo fa ricordando l’esperienza dell’Ulivo, con una stoccata: “Pochi giorni fa Schlein ha detto che non si sono mai vinte le elezioni in 20 anni. Non è così, è vero esattamente il contrario: abbiamo vinto solo con un signore che si chiama Prodi, presentandoci con un’alleanza molto larga e in grado davvero di parlare a mondi che prima non si riconoscevano nel centrosinistra e non si fidavano”. Il campo largo di oggi non ha invece ancora definito il proprio perimetro. “Penso che tutti i leader dovrebbero sedersi al tavolo, tutti i partiti, Matteo Renzi compreso. Porre veti è politicamente miope”. Non solo: “Fermo restando che oggi è Carlo Calenda ad aver fatto altre scelte, anche con il leader di Azione doveva essere avviato un confronto serio. Con lui e con quello che sta al di fuori e intorno a noi. Sono rattristata perché ho visto perdere per strada tutta quella cultura della democrazia che ci ha contraddistinto. Mi spiace dirlo, ma il Pd è diventato irriconoscibile”. Sono questioni che Zampa, ci spiega, ha posto più volte al gruppo dirigente dem. “Ma ti viene fatto notare che non hai la maggioranza”. Quella di Schlein si è allargata e consolidata nel tempo. “Avere una maggioranza bulgara non vuol dire però che non ci sia niente da discutere. Anche perché io ho votato Bonaccini alle primarie, poi è diventato come Schlein. In cambio di cosa? Non l’ho capito, perché oggi nel Pd la democrazia è diminuita, non aumentata”. Zampa si riferisce anche alle parole di Boccia sui riformisti, riportate dal Fatto: “Se si vogliono misurare con le preferenze, magari si possono candidare”. La senatrice non le ha gradite. “Non mi pare possibile che abbia detto una cosa del genere. Un capogruppo – conclude – non può non avere rispetto per tutti i componenti della comunità che è chiamato a rappresentare e non sarebbe certo coerente con la cultura che ha accompagnato le stagioni migliori del Pd”.
