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Lo scontro inutile sui migranti al Consiglio Ue
Meloni e Frederiksen hanno presentato un emendamento comune che si scagliava contro la regolarizzazione di massa condotta dal governo di Pedro Sánchez. Oltre al premier spagnolo si sono opposti anche Emmanuel Macron e altri leader. Nessun accordo testo bocciato

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Vertice UE a Bruxelles - foto Ansa/Palazzo Chigi
Giorgia Meloni e Mette Frederiksen erano riuscite a dare una svolta senza precedenti alla politica migratoria dell'Unione europea, imponendo un approccio molto più duro sul controllo delle frontiere e sulle procedure di asilo. Ma a forza di tirare la corda verso le posizioni dell'estrema destra, la presidente del Consiglio italiano (nazionalista) e la premier danese (socialdemocratica) l'hanno rotta.
Nel Consiglio europeo di ieri i capi di stato e di governo non sono riusciti a trovare un accordo su gran parte del testo delle conclusioni dedicato alle migrazioni. Meloni e Frederiksen avevano presentato un emendamento. Il testo non era solo diretto contro la regolarizzazione di massa condotta dal governo di Pedro Sánchez in Spagna, definita come una misura che "incentiva" l'immigrazione irregolare. L'emendamento riprendeva anche la narrazione sostenuta dall'estrema destra europea – da Alternativa per la Germania a Marine Le Pen – sull'allarme sociale, la sfida alla coesione delle nostre società, o la pressione sui servizi pubblici come scuole e ospedali. Nel testo c'era anche un nesso diretto tra immigrazione e criminalità.
Il dibattito tra i leader si è surriscaldato, malgrado il fatto che Meloni e Frederiksen abbiano il sostegno di una maggioranza di leader. Il socialista Sánchez si è opposto al loro emendamento, trovando il sostegno di Emmanuel Macron e di altri leader, come il premier lussemburghese, il conservatore Luc Frieden. Non solo l'emendamento Meloni-Frederiksen è stato bocciato, ma gran parte delle conclusioni del Consiglio europeo sui progressi nella gestione delle politiche migratorie è saltata. Macron ha denunciato il tentativo di Meloni e Frederiksen di strumentalizzare la crisi di Ceuta a fini politici per indebolire Sánchez. "Quando si politicizza questo dibattito, si divide. Quando ci si divide, si torna a soluzioni nazionali e si è inefficaci", ha detto il presidente francese.