Francesca Pascale: "Scrivo ogni sera a Tajani, gli dico che dovrebbe dimettersi"

La storica fidanzata di Berlusconi confessa "la sua ossessione preferita". Il bersaglio non è solo il segretario:  "Scrivo anche a Gasparri, Battistoni, Martusciello...  Tutti loro che ritengo responsabili del declino di Forza Italia"

16 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 14:39
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Ogni sera cala il sole con un messaggio della Pascale. “E anche oggi hai perso l’occasione per dimetterti!”, gli scrive. Un altro squillo. “Buonanotte!”. E c’è da immaginarselo il volto scuro di Antonio Tajani. L’espressione del segretario di Forza Italia che quel messaggio lo riceve ogni giorno. Anzi, notte. Da anni.
Francesca Pascale, storica fidanzata del Cav., è la sua Ecate. E’ la dea del buio che nulla ha da perdere, che non teme lo stillicidio (vulgo: stalking), che mai potrà arrendersi.
“E’ vero!”, conferma al Foglio la donna di Berlusconi. “Gli scrivo tutte le notti. E poi lo taggo”. Pure. “Sì. Lo taggo su Instagram”. Che costanza! “E’ la mia ossessione preferita, lo ammetto. Ma non è l’unica”. Ah. E quali sono le altre? “Battistoni, Martusciello, Gasparri… Tutti loro che ritengo responsabili del declino”. E loro che fanno? “Niente”. Le rispondono? “Ma no. Si figuri”, ride Pascale.. “Loro sono così alti, nobili, supremi… Potranno mai rispondere a me?!”.
La goccia non scava la pietra. “No, no. Non si abbassano. Anzi. Si comportano come se si fossero guadagnati qualcosa! Ma cosa?!”. Però lei non desiste. “Io insisto. Soprattutto con Antonio Tajani. Gli scrivo continuamente. Perché lui più di chiunque altro è stato beneficiato da Silvio Berlusconi. Lui, più di chiunque altro, non si è guadagnato niente”. Impietosa. “No! Dopo la sua morte continua a beneficiare del suo cognome”.
Berlusconi in FI è come la fiamma in FdI. Dovrebbero toglierlo? “Sì. Se Antonio Tajani si sente così forte, bravo, bello, segretario indiscusso e imperatore romano, allora mettesse il suo cognome nel simbolo. Magari qualche voto lo prenderebbe!”. Ah sì? Lo prenderebbe? “Sì. Ma credo piuttosto grazie al padre”. Il generale Raffaele Tajani, veterano della seconda guerra mondiale. “Lo prenderebbe per il rispetto che molti hanno ancora del suo papà”.
Lei, Francesca, sostiene la linea di Roberto Occhiuto. “E mi domando se possiamo ancora permettere che il futuro venga gestito da uno il cui presente è già passato. Un uomo di settant’anni. Ma quando va a riposare?”.
Antonio Tajani, però, ha sventato il naufragio, è un patriarca, è il Padron Ntoni, anche se i giovani non glielo riconoscono. “Ma per favore! No. L’unica cosa che ha fatto è stata garantire un futuro alla sua discendenza. E poi... Basta guardarli. Martusciello, Gasparri, Librandi… Li guardi!”. Li guardo. “I loro volti dicono tutto. E non si tratta di body shaming”. Il volto è lo specchio dell’anima? “Esatto. Chi fa politica si dedica alle cose di tutti. Crede che loro possano dedicarsi alle cose di tutti? Hanno usato il nome di Berlusconi addirittura per la pagliacciata del compleanno!”. Lo scorso 29 settembre il Cav. avrebbe compiuto novant’anni. “Sì. E tutti loro hanno fatto una manifestazione. Si sono riuniti. Ma giusto per mangiare ancora un po’”. Pure crapuloni? “Sì, certo. Assolutamente. L’hanno fatto per dare sfogo ai propri vizi. Anche se poi parlano di famiglia tradizionale… Ma lasciamo perdere, dai”. Va bene.
Ma oggi ha già scritto? “No. Ancora no. Ma adesso gli scrivo”. Cosa? “Non so – sorride Francesca – ma mi piace fare il grillo parlante”. A chi scrive oggi? “Adesso vedo. Ma comunque… Io li vesso tutti e tutti i giorni, anche se è inutile. Loro non mi ascoltano. Io non dico che debbano riportare Forza Italia ai fasti di un tempo, ma nemmeno ridurla così.”.
A parte Roberto Occhiuto, quale sarebbe il volto radioso per il partito? “Rispetto ad Antonio Tajani? Persino Gianfranco Rotondi sarebbe più credibile di lui”.