Foti: “Il gas russo lo vogliono Vannacci e il M5s”. E alla Lega: contano gli atti, non le dichiarazioni

Il ministro degli Affari europei al Corriere: dopo il discorso di Meloni al Senato “non ci sono più alibi politici”. Centrosinistra e Futuro nazionale? “Votano entrambi contro il governo, sono il campo larghissimo”

16 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 07:31
Immagine di Foti: “Il gas russo lo vogliono Vannacci e il M5s”. E alla Lega: contano gli atti, non le dichiarazioni

Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti (Ansa)

Chi spinge per tornare al gas russo “fa demagogia”. È il titolo con cui il Corriere della Sera presenta in prima pagina l’intervista a Tommaso Foti, ministro degli Affari europei. Per l’esponente di Fratelli d’Italia, dopo le comunicazioni di Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo “non ci sono più alibi politici”, perché il discorso della premier “era fatto di certezze tecniche”. Al Senato Meloni aveva spiegato che l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non a quella in Ucraina. Foti denuncia chi chiede di riaprire i rubinetti di Mosca: “Di comprare il gas russo lo dicono sia Futuro nazionale sia il M5s”. E unisce i due fronti in un’unica formula: “Non c’è differenza tra il centrosinistra e Futuro nazionale: entrambi votano contro il governo e fanno parte dunque del campo larghissimo”. Vannacci, in questa lettura, non è un concorrente a destra di Meloni ma un alleato di fatto dell’opposizione.
Il passaggio più delicato riguarda la Lega. Proprio ieri il viceministro leghista Edoardo Rixi si era chiesto perché l’Italia debba rinunciare al gas e al gasolio russi se li comprano Spagna e Belgio. Foti non lo cita, ma risponde: “Una cosa sono le dichiarazioni, un’altra gli atti parlamentari”. La Lega, ricorda, “ha votato la risoluzione con noi, come sempre, come tutti gli aiuti all’Ucraina”.
Sulla guerra, il ministro difende il documento del centrodestra che chiedeva a Russia e Ucraina di fermare gli attacchi reciproci agli impianti energetici. E spiega perché, a suo giudizio, il dibattito sulla convenienza del gas russo è fuorviante: “Serve solo ad arricchire Mosca”. Altrimenti, conclude, “il rischio è che si continui a parlare con troppe voci”.
L’intervista arriva mentre a Bruxelles la premier, nella seconda giornata del Consiglio europeo, prova a ottenere più flessibilità sull’energia, e mentre in Italia i camionisti protestano contro il caro gasolio con blocchi e presidi dalla Calabria all’autostrada A1.