Mastella: “Follia escludere Renzi. Il federatore del centro lo posso fare anch'io, oppure richiamino Prodi”

Il sindaco di Benevento scuote i centristi: "Non mettersi insieme è un suicidio politico. Il veto di Conte su Iv? Una follia, se vuole vincere anche lui cominci a ragionare"

13 OTT 26
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“Occorrerebbe qualcuno che mettesse insieme tutti questi centri e centrini. Io l’ho detto: possono impegnarmi. Se mi chiedono di mediare, mi offro per farlo: medio io”. Clemente Mastella inviato speciale per il centro del campo largo? “Ci sono: se vogliono, faccio il ‘federatore’ della casa riformista”, risponde ridendo l’ex ministro della Giustizia e sindaco di Benevento. “Capisco che verso di me possano avere diffidenze, ma allora trovino qualcuno, richiamino Prodi piuttosto, ma qualcosa si faccia!”.
Mastella ne è convinto: “Serve una sorta di nuova Margherita e, siccome si vince o si perde per poco, mi pare una cosa senza né capo né coda dal punto di vista politico quella di mettere fuori Renzi. È una follia”. Eppure a Conte e ai 5 stelle il nome dell’ex premier non va proprio giù. “Se Conte vuole fare il presidente del Senato, o quel che è, nella prossima legislatura, – risponde Mastella – allora capisca che non può mettere veti. Anche senza di me, ad esempio, a Benevento e Avellino non prendono un voto”.
Poi il fu fondatore dell’Udeur va avanti come una furia, incontenibile, senza quasi mai riprendere fiato: “La chiamassero piuttosto ‘casa formista’, almeno magari qualcosa si forma davvero. Questi rischiano tutti e non lo capiscono”. In che senso? “Immaginiamo che ognuna di queste liste prenda il 2,9, il 2,7 e così via: tranne una, tutte le altre rimarrebbero fuori con percentuali di tutto rispetto e moltissimi voti… un suicidio, un nonsense politico che non ho mai visto in vita mia”.
Italia viva di Renzi, Più Europa di Magi, Onorato e i suoi civici con il Psi di Maraio, ora anche Ruffini e Gabrielli e il loro Più Uno… l’affollamento in effetti c’è: lei è convinto che non si metteranno d’accordo? “Allo stato attuale temo proprio di no, sono dei matti. Alcuni non stanno sulla scena politica da anni, altri vorrebbero esserci: allora cominciassero a ragionare. Invece vedo scene surreali: Onorato nasce perché gli prestano un parlamentare dalle file del M5s, e già si capisce che, se le primarie si faranno, sosterrà Conte. Ruffini e Gabrielli, che apprezzo, sarebbero ottimi ministri in un prossimo governo, invece si sono messi in testa di essere loro a portare o a riportare voti… Suvvia! E pensare che, se tutti stessimo insieme, oggi il centro potrebbe arrivare al 10 per cento: ci sarebbe anche lo spazio per presentare un candidato alle primarie. Così, invece, è un disastro”.
“Stessimo” perché, sindaco Mastella, ci sarà anche lei? “Se mi faranno dare una mano, la darò senz’altro; viceversa farò liberamente, e dopo nessuno si lamenti. A Benevento e provincia siamo primo partito: i voti noi ce li abbiamo”.
Anche sulle primarie del centrosinistra Mastella è molto critico: “Rischiano di diventare uno stillicidio. Eppure ci sarebbe una soluzione molto più semplice: ogni settimana ci sono le rilevazioni di dieci istituti di sondaggi diversi, italiani e stranieri, ma perché non se ne fa uno per vedere chi può battere davvero la Meloni? Altro che primarie, così si vince!”. Conte e Schlein non sembrano affatto intenzionati a fare passi indietro… “Dovrebbero capire che non diventi un leader se non lo sei, la Meloni lo è perché ha i numeri, loro no”.