Meloni: "A breve una soluzione condivisa con l'Ue per contenere il prezzo del gas"

"Se non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo contro il caro energia, rischiamo di essere sempre più in balia dell’emergenza". Giorgia Meloni torna a indicare nel costo dell’energia uno dei nodi della competitività europea e italiana. "Il sistema ETS gonfia i prezzi, crea squilibri fra stati, danneggia le nostre imprese. Serve un cambio di passo"

12 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 12:33
Immagine di Meloni: "A breve una soluzione condivisa con l'Ue per contenere il prezzo del gas"

Foto La Presse

“Con il decreto bollette avevamo avviato un confronto con Bruxelles per ridurre i costi per famiglie e imprese. Con la Commissione stiamo lavorando per costruire un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica”. Giorgia Meloni, intervenuta all’assemblea generale di Assolombarda, dice che il confronto è in fase avanzata e che il governo confida di arrivare “a breve a una soluzione condivisa”.
La premier ammette che “la crescita italiana è ancora troppo debole”, ma rivendica la tenuta dell’economia in un momento segnato da crisi e instabilità. I dati dei primi sei mesi dell’anno, sostiene, indicano una crescita che nel 2026 può arrivare all’1 per cento, in linea con le principali economie europee. “Non è una crescita che ci soddisfa, non potrebbe esserlo, però è un segnale che non va neanche sminuito e invece qualcosa su cui insieme possiamo costruire”. Sul costo dell’energia, Meloni attacca poi l’Ets, il sistema europeo che regola le quote di emissione. “Gonfia artificialmente i prezzi, crea squilibri tra gli Stati membri, danneggia le nostre imprese manifatturiere particolarmente nella loro capacità di competere in un mercato globale nel quale i nostri principali concorrenti non sono neanche lontanamente sottoposti allo stesso livello di costo del carbonio e agli stessi vincoli”. “Non è questa la strada giusta per restituire all’Europa autonomia strategica, forza, peso economico. Con gli Ets l’Europa non diventa più verde, diventa più debole e più dipendente”.
Nelle risposte strutturali indica il nucleare. “Sono state create le condizioni utili per avviare un percorso che ha un obiettivo ambizioso ma necessario: arrivare ad avere la prima produzione di energia da nuovo nucleare entro il prossimo decennio, chiaramente se ci si continuerà a lavorare”.
“L’Europa deve prendere atto che la crisi in Iran, la chiusura di Hormuz, l’instabilità del Mar Rosso stanno facendo salire i costi dell’energia, delle materie prime e dei trasporti e soprattutto alimentano un’inflazione che sfugge al nostro controllo, ma che pesa molto sulle famiglie, sui sistemi produttivi e sui conti pubblici” ha detto Meloni rilanciando la proposta del governo italiano di una flessibilità da parte dell’Europa per far fronte all’inflazione.
“Anche noi vogliamo siano finanziate nuove priorità” nell’ambito del bilancio pluriennale della Ue, tra queste “anche la competitività”, ma “non si possono reperire risorse tagliando su coesione e politica agricola che sono la precondizione per la competitività. Non si può costruire l’autonomia strategica se si taglia sull’unica autonomia che abbiamo, e cioè quello che mangiamo” ha detto poi Meloni parlando del bilancio Ue. “L’Europa non può non tenere conto: quando abbiamo approvato i piani nazionali di bilancio lo abbiamo fatto basandoci su un’inflazione programmata dell’1,8 per cento ma oggi l’inflazione è molto più alta e in Italia, come in altre nazioni, una parte importante della spesa si adegua automaticamente all’inflazione per legge”. Ciò “significa miliardi di euro di spesa in più senza che il governo abbia preso nessuna nuova decisione e per ragioni che non dipendono da noi: eppure quella spesa occupa lo spazio che le regole europee ci consentono e lo sottrae a tutto il resto, alle imprese, agli investimenti, alla crescita. Ne ha discusso il ministro Giorgetti all’Ecofin di qualche giorno fa, io riproporrò personalmente la questione al Consiglio europeo che è previsto questo giovedì e venerdì: si tratta di una proposta semplice, di buonsenso, oltre che di responsabilità”.
La premier indica anche l’Africa come mercato sul quale Italia ed Europa non possono arrivare tardi. “È facile vedere opportunità negli Stati Uniti o nel Golfo, più difficile vederle in Africa. Ma parliamo del continente più giovane del pianeta e tra i mercati che cresceranno di più nei prossimi decenni. Esserci significa non lasciare ad altri un’opportunità che può essere soprattutto nostra”.
In chiusura, sull’intelligenza artificiale: “Ormai è entrata prepotentemente nella vita di tutti i giorni ed è destinata a rivoluzionare tutto, compresi ovviamente i processi produttivi e industriali. Per questo una governance è urgente, ma chiaramente è un tema che va affrontato a livello globale. “La legge nazionale sull’IA ha messo a disposizione un miliardo di euro di investimenti per le imprese che sviluppano Intelligenza artificiale, cybersicurezza e tecnologie abilitanti” ha ricordato Meloni. “Un primo segnale per dire che l’Italia non rimanga indietro e al quale ora ne vogliamo aggiungere un altro. Considero di buon senso trovare il modo di promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti di cloud. Quindi voglio annunciare che con il ministro Giorgetti stiamo lavorando per introdurre nella legge di bilancio una misura di carattere fiscale per agevolare gli investimenti per questa tipologia di beni”.