Renzi show: "Il discrimine alle urne sarà con Trump o contro. Chi vota fuori dalle coalizioni butta via il voto"

"E' brutto, ma è così", battere Meloni è il collante del centrosinistra, ammette l'ex premier. E su Appendino: "Dice che mette il veto su di me, noi non candidiamo condannati in via definitiva come lei". Sulle primarie: "Se si vota a novembre le facciamo a maggio, se si vota a giugno a febbraio. Tra Conte e Schlein voto lei con due mani"

10 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 17:12
"Siamo soli? Sicuramente abbiamo delle idee diverse". Matteo Renzi, intervistato alla Festa dell'Ottimismo da Salvatore Merlo, inizia con un ammissione di diversità rispetto agli altri partiti del centrosinistra che, a volte, 5 stelle in testa, sembrano anche far intuire di non tollerare troppo la sua presenza dentro la coalizione. "Con M5s, Pd e Avs sono - ha detto - sono pronto a ragionare di tutto, ma il punto vero è la Meloni: in questi cinque anni ha governato bene o male? Se pensate che abbia governato bene rivotatela". “E’ l’unica cosa che vi unisce?", ha chiesto dunque Merlo. "Sì, è così purtroppo”, ha ammesso il premier, riconoscendo soprattutto le divisioni sul sostegno militare all'Ucraina. “E però poi - ha proseguito Renzi - devi trovare tre argomenti che possono unire: perché nella storia italiana è sempre stata la politica estera a dividere le coalizioni. Oggi dobbiamo constatare che sulla politica estera entrambe le coalizioni sono invece divise. E’ drammatico, ma è così. Sapete qual è l'unico elemento vero di unione che la politica estera può dare? Se stai con Trump o contro Trump. Questo è l'elemento che io chiedo al centrosinistra di valorizzare".
Il leader di Iv non ha risparmiato una dura stilettata a Chiara Appendino che poco prima sul palco aveva ribadito come il M5s mette un veto su Renzi all'interno dell'alleanza progressista. "A parte che quando mi vede mi dice tutto il contrario. Ma comunque posso dirle che noi non candideremo candidati con condanne passate in giudicato, come lei e Travaglio. Non mettiamo veti su nessuno, Ma non mi faccio prendere in giro dai finti moralisti. In ogni caso di fronte al disastro mondiale che c’è questo discussione è un po picirilla". 
Renzi ha spiegato anche perché, a differenza di Carlo Calenda e Pina Picierno, ritiene sia giusto scegliere comunque una coalizione. "La mia scommessa è che entrambe le coalizioni supereranno la soglia del 42 per cento. Chi sta nel mezzo secondo me butta via il voto". L'ex premier ha offerto ai riottosi alleati un buon argomento per non escluderlo dalla coalizione: questa "legge sia un proporzionale". In pratica, ha spiegato, Iv serve alla coalizione per arrivare alla soglia del 42 per cento prevista dallo Stabilicum che garantisce alla coalizione vincente : "A me non interessa quello che dicono di noi, noi ci saremo sulla scheda elettorale proprio perché c’è il proporzionale, con il nostro tre per cento entriamo lo stesso. Se ci vogliono e possiamo stare insieme meglio, altrimenti sono loro che perdono perché noi comunque corriamo. Le nostre liste sono già pronte. Se il centrosinistra vuole perdere lo farà 'not in my name'".  A Renzi la legge elettorale non dispiace anche su un altro punto: le preferenze. "Questa legge elettorale - ha detto - ha almeno un vantaggio: rimette le preferenze, per quanto mignon. Io per Iv prendo l’impegno di candidare i capolista in tante circoscrizione o nel premio di maggioranza. Questo significa che entrerà facilmente, lasciando in diversi collegi i posti liberi ai candidati con le preferenze". Italia viva - ha scherzato Renzi - è come scrive il Foglio di Digger, l'ultimo film di Inarritu, non lo va vedere nessuno ma è bellissimo 
Renzi ha parlato ovviamente anche di primarie: "Primo tema: si fanno o no? La posizione del Pd, di Casa Riformista e di Avs è che si fanno se si ha una cornice programmatica, spero lo capisca anche Conte. Ma se fai le primarie poi sei vincolato dal voto delle primarie". L'ex premier ha dunque parlato delle regole di queste eventuali primarie: "La prima strada  è che c'è un accordo per cui corrono in due. E in quel caso voto con due mani Schlein. Alternativa è che corre chi vuole, e in quel caso è ovvio che ci debba essere un ballottaggio. Se si va a votare a novembre le primarie si fanno a maggio, se si va a votare a giugno, le facciamo a febbraio". E Silvia Salis? "La Salis tanto alle primarie non si candida, non le chiedete".
Il leader di Iv ha attaccato, pur senza citarlo, anche il Progetto civico di Alessandro Onorato: "Se fai un contenitore riformista non è che puoi candidare Antonino ingroia che con la sua indagine ha creato le condizioni per la peggiore crisi istituzionale di questi anni mettendo in mezzo un gigante del garantismo come il presidente Giorgio Napolitano"