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Piantedosi: "Sui Cpr non siamo disponibili a fare un passo indietro"
"I centri servono non solo a sanzionare la condizione di irregolarità del soggiorno delle persone, ma anche per contenere la loro pericolosità. Siamo fortemente convinti dell'utilità oltre che della legittimità di questa iniziativa", ha detto il ministro dell'Interno alla Festa dell'ottimismo. E su Vannacci: "Ipotesi di alleanza è pari a zero"
10 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 13:36
Il Foglio
"Sui Cpr non siamo disponibili a fare un passo indietro perché siamo fortemente convinti dell'utilità oltre che della legittimità di questa iniziativa. I centri servono non solo a sanzionare la condizione di irregolarità del soggiorno delle persone, ma anche per contenere la loro pericolosità", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, intervenendo alla Festa dell'ottimismo del Foglio a Firenze riferendosi al piano dell'esecutivo di realizzare sei nuovi centri per i rimpatri, di cui uno proprio in Toscana. "Registriamo, a volte, alcune obiezioni degli amministratori locali che però sono gli stessi, non mi riferisco al presidente Giani, che quando avvengono degli episodi commessi da uno straniero espulso sono i primi a dire 'perché non l'avete espulso?'". Il ministro conclude: "Proprio per andare incontro a questa sollecitazione che ci proviene proprio dagli amministratori che, talvolta, esprimono questa pregiudiziale contrarietà, siamo motivati ad andare avanti".
Intervenendo sulle manifestazioni degli studenti che stanno avvenendo in questi giorni in Francia il ministro ha detto che "esiste sicuramente un coordinamento tra movimenti che operano su scenari europei e internazionali. Tra le diverse centinaia di persone fermate dopo le violenze al cantiere della Tav abbiamo riscontrato una presenza straniera significativa e diversificata. Non si trattava soltanto di cittadini europei, provenienti soprattutto da Francia, Spagna, Germania e Grecia, ma anche di persone provenienti dall'Africa, dal Gambia e dal Marocco, e dal Sud America. Abbiamo quindi rilevato tracce di una sorta di galassia internazionale. Questo quadro è confermato anche dal fatto che, secondo le informazioni di cui disponiamo, in alcuni recenti episodi avvenuti in Francia, durante manifestazioni segnate anche da violenze, è stata registrata la presenza di persone provenienti dall'Italia, soprattutto dal Piemonte. Esiste dunque un coordinamento". "Gli investigatori e gli analisti stanno approfondendo il fenomeno per capire se si tratti di un coordinamento spontaneo o se vi sia una regia più strutturata", ha sottolineato Piantedosi, "è un tema di cui ci stiamo occupando con attenzione, non nel senso di evocare un nemico alle porte, ma perché lo stiamo analizzando e monitorando attraverso le competenze delle nostre forze di polizia e del sistema di intelligence".
Piantedosi inoltre ha escluso ogni possibile alleanza con il presidente di Futuro nazionale: "Vannacci al Viminale? Mi risulta difficile, mi riporto a quello che diceva il presidente La Russa. La percentuale statistica che Vannacci faccia un accordo col centrodestra è pari a zero. Quando si parla di remigrazione, mi chiedo cosa sia di diverso rispetto a un programma di implementazione di rimpatri che col nostro governo stanno crescendo ogni anno del 20-25 per cento".
Il titolare del Viminale ha parlato anche di Casapound: "Come ho sempre detto" è insieme "ad altre decine di centri sociali illegalmente occupati che progressivamente vengono sgomberati: prima o poi, più prima che poi, verrà restituito alla legittima proprietà. I centri sociali sono tutti trattati allo stesso modo".