Politica
Festa dell'Ottimismo •
Fumarola (Cisl): "Il paese ha bisogno di politica industriale che manca da tanto tempo. Guai a mancette in manovra"
"L'Italia sta vivendo una serie di vertenze da affrontare nell'emergenza. Bene quindi i provvedimenti emergenziali. Serve una visione ampia che non vediamo. Nessuno tra gli altri sindacati soffi sul fuoco delle piazze", dice la segretaria della Cisl alla Festa del Foglio
La prossima manovra potrebbe diventare una legge di Bilancio fatta di spot e mancette elettorali? "Il rischio c'è tutto, le campagne elettorali sappiamo come funzionano. Ma diciamo da sempre che bisogna assumersi una responsabilità diversa in questa fase. Stiamo vivendo eventi inediti". Lo ha detto alla Festa dell'Ottimismo la segretaria della Uil Daniela Fumarola. Parlando della prossima manovra, intervistata da Luca Roberto, la sindacalista dice: "Chiediamo che le risorse che ci sono si concentrino sul ceto medio, sui pensionati, sulle imprese che producono contratti. Pensiamo sia importante detassare la trediciesima. E bisogna incidere anche sulle pensioni", ha detto. "L'Italia sta vivendo una serie di vertenze da affrontare nell'emergenza. Il paese ha bisogno di una politica industriale che permetta di affrontare le vertenze prima che esplodano".
Quindi: "Bene i provvedimenti emergenziali ma bisogna guardare oltre perché queste crisi interessano filiere di cui non possiamo fare a meno e che dobbiamo tutelare, auspicando che il paese esca dalla fase attuale. Serve una visione ampia che non vediamo, e quello dell'ex Ilva è un caso emblematico. Nel susseguirsi dei diversi governi non abbiamo visto una soluzione o un piano all'altezza degli auspici, ossia difendere la produzione acciaio e renderla eco compatibile".
Parlando degli altri sindacati, qualcuno soffia sul fuoco delle piazze che stanno nascendo in Europa. Si aspetta un autunno caldo? "Le forze sane del paese debbano unirsi e arginare forme di estremismi che, purtroppo, abbiamo visto cosa hanno determinato in altri paesi come in Germania. Ognuno di noi deve esercitare una forte espressione di responsabilità ed è il tempo nel quale bisogna convergere le forze su obiettivi condivisi", dice. Fumarola spiega: "Fare quello significherebbe parlare alla pancia delle persone e non alla testa. Non bisogna mai cavalcare la rabbia delle persone". E annuncia: "Noi vogliamo essere un sindacato riformista e moderato e abbiamo proposto un libro verde, ovvero un decalogo di punti che secondo noi dovrebbero essere affrontati. 120 punti. Abbiamo offerto questo lavoro a tutte le forze politiche e alle istituzioni. E finora abbiamo ricevuto diverse richieste di incontro che noi vorremmo sfociassero in un patto per le responsabilità per la crescita e la coesione sociale. Abbiamo scelto questi termini perché pensiamo siano il centro della agenda", ha spiegato.
Fumarola ha poi chiuso l'intervista rispondendo a una domanda sul campo largo e sulla possibilità che il prossimo anno possano andare al governo personalità più "morbide" sul tema: "Non mi infastidisce questa possibilà, mi preoccupa. Noi dobbiamo continuare con un sostegno infinito anche nella ricostruzione. Noi pensiamo che dobbiamo farlo non solo per loro, ma anche noi. Crediamo che ci sia bisogno di una difesa comune. Raggiungere una pace giusta e duratura non significa la resa di chi è stato aggredito. Noi continueremo su questa linea".
