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Appendino: "Nessun compromesso sulle armi a Kyiv. No a Renzi nel campo largo"
La deputata del M5s alla Festa dell'ottimismo ribadisce i suoi veti sul sostegno militare all'Ucraina e sul perimetro della coalizione. Sull'alleanza con il Pd di Stefano Lorusso a Torino dice: "Il nodo è la discontinuità. Per costruire progetto credibile serve discontinuità"
10 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 13:25
Alla Festa dell'ottimismo del Foglio la deputata del M5s Chiara Appendino ribadisce il suo no a Matteo Renzi nella coalizione di centro sinistra, rivendica le posizioni più radicali del M5s sulla tassazione ai più ricchi e sullo stop all'invio di armi all'Ucraina. "Noi ci siamo per il sostegno economico, il sostegno alla ricostruzione e il sostegno umanitario", dice dal palco di Palazzo Vecchio. "Sulle armi chiediamo una discontinuità rispetto alle politiche di Giorgia Meloni perché l'invio di armi da quattro anni sta portando all'escalation militare. Credo che noi siamo la punta dell'iceberg di un movimento più trasversale che non vuole un'economia di guerra", continua rivendicando la sua linea. "Su questo punto noi non arretriamo", dice rivolgendosi agli alleati. "Non credo sia possibile sconfiggere militarmente la Russia e non è possibile che l'Europa non abbia un inviato per negoziare".
Quanto al perimetro della coalizione, la deputata è netta: "Renzi ha lanciato il contratto alla tedesca ma noi l'abbiamo già fatto durante il Conte II e il governo è crollato. Ha dimostrato di non essere affidabile", ribadisce. "E poi c'è l'aspetto elettorale: io non so quanti voti ci porti. Nel campo progressista c'è un tema Renzi: il punto non è solo quanti voti ci porta, ma quanti ce ne toglie. Per questo penso che porre un veto in questo caso sia un atto di coraggio".
Venendo a Torino, la città di cui Appendino è stata sindaco, e al sostegno all'attuale primo cittadino del Pd Stefano Lorusso del Pd, la deputata dice: "Il nodo è la discontinuità. Per costruire progetto credibile serve discontinuità".