Politica
L'ORDINANZA •
La caduta di Ranucci
Incompatibile con la redazione di Report. Il tribunale respinge il ricorso e dà ragione alla Rai, che non è la televisione di Al Sisi, ma un’azienda che ha dimostrato le sue ragioni

Prima ha perso la testa e adesso perde la causa. Il tribunale di Roma decide di non reintegrare Sigfrido Ranucci a Report. Viene rigettato il ricorso, viene data ragione alla Rai, che non è la televisione di Al Sisi, ma un’azienda che ha dimostrato le sue ragioni, “la correttezza”, la trasparenza della decisione. Ranucci perde la conduzione (e riportiamo disordinatamente stralci di quest’ordinanza), perché la Rai ha collegato suo allontanamento “al clamore mediatico” e alla “conseguente incidenza sulle condizioni ambientali necessarie alla realizzazione della delicata attività di inchiesta della redazione di Report”. Non c’è dunque l’editto bulgaro e Ranucci non è né Falcone né Borsellino, gli eroi che usava per difendersi. Ranucci non è Biagi, ma un giornalista che la sua redazione ha rigettato, prima ancora di un giudice: un acrobata caduto nel piatto sgusciato di Lavitola.