La forza di Giuseppe Conte contro le finte autocrazie

Duro sul "Ventennio" di Meloni, silente sui partigiani che combattono Putin. Lezioni al presidente del Movimento 5 stelle
9 OTT 26
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Giuseppe Conte - foto LaPresse

Giuseppe Conte ieri ha dichiarato guerra alle autocrazie. Per evitare incidenti diplomatici, ha cominciato da quelle immaginarie. Ieri alla Camera, contro la riforma elettorale, ha evocato il Ventennio, denunciato il "pallino della capocrazia", promesso battaglia all'uomo o alla donna soli al comando. "Le autocrazie le combatteremo sempre". Una bella notizia. Attendiamo che venga tradotta in russo. La legge elettorale può essere criticata, smontata, contestata. Ma indicare un candidato premier non significa abolire il Parlamento, e perdere una votazione non equivale a essere deportati. Tra una maggioranza che si cuce le regole addosso e una dittatura passa una differenza che un ex presidente del Consiglio dovrebbe riconoscere senza consultare Rousseau.
L'uomo solo al comando, peraltro, esiste. Si chiama Vladimir Putin e governa un paese dove il dissenso può costare la galera. Non ha bisogno di mascherare l'autocrazia: reprime gli oppositori e invade l'Ucraina. Eppure, quando dalla capocrazia immaginaria si passa a quella autentica, il furore del nostro resistente si trasforma in prudenza negoziale. Conte ha riconosciuto Putin come aggressore: non è questo il punto. Il punto è che alla solenne promessa di combattere tutte le autocrazie accompagna il proposito di interrompere l'invio di armi all'Ucraina.
L'autocrate invade, gli aggrediti resistono, e il campione dell'antiautocrazia propone di togliere ai secondi il nostro sostegno militare. A Roma nessuna indulgenza per una casella elettorale. A Kyiv, prego, accomodarsi al tavolo senza disturbare troppo chi spara. Basterebbe destinare a Putin un decimo dell'energia riservata a Meloni per avere un po' meno demagogia e un po' più difesa della libertà.
Le dittature immaginarie, di solito, hanno un vantaggio imbattibile: permettono di fare l'eroe senza infastidire i dittatori veri. Ma siamo sicuri che dopo aver denunciato il modello Ventennio di Meloni, Conte non farà fatica ad abbracciare i partigiani che combattono ogni giorno, in Ucraina, contro il fascismo modello Putin.