Politica
il nome a sopresa •
La carta Albanese. La suggestione Avs spaventa Pd e M5s. E Conte va a pranzo con Bonelli e Fratoianni
La relatrice Onu potrebbe sparigliare ma è un rischio anche per Avs, che intanto valuta altri profili in vista dei gazebo di coalizione. A Montecitorio intanto va in scena il trilaterale tra i leader (non c'è Schlein): nel menù le primarie

E’ la carta coperta, quella che spariglia. E che preoccupa Elly Schlein e Giuseppe Conte. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno rilanciato con due interviste, lasciando intendere: se proprio si balla con le primarie, balleremo anche noi. E sarà una “sorpresa”. Niente nomi, non ancora, ma la preoccupazione, tra Nazareno e via di Campo marzio, ha preso le sembianze di Francesca Albanese, la relatrice speciale Onu, simbolo della battaglia per Gaza. Ieri Conte si è intrattenuto a lungo con Bonelli poi anche con Fratoianni. E Schlein? Assente (giustificata, influenzata?), sebbene fosse comunque in zona. Presto ci sarà un tavolo anche con lei? “Certo, ci sarà un incontro sul programma”, assicura il leader M5s. Nel frattempo il tavolo è quello del ristorante di Montecitorio, un pranzo di oltre un’ora a base di zuppa di lenticchie, programma e primarie. “Un confronto proficuo”, dice Fratoianni, che tuttavia alimenta anche qualche sospetto tra i dem, che temono saldature alle loro spalle.
C’è da recuperare, da chiarire, dopo l’incontro riservato tra Schlein e Conte. Ma per l’ex premier c’è anche l’intenzione di sondare le reali intenzioni del suo rossoverde. La strada che porta ad Albanese è complicata, ma la tentazione è “verosimile”, ammettono dalle parti di Avs. E la relatrice Onu che ne pensa? Potrebbe davvero candidarsi in Parlamento o addirittura alle primarie? “Se ha qualcosa da chiedere sulla Palestina, sui crimini dell’apartheid israeliano o sulla complicità di Ue e Italia sono disponibile. Sul resto non ho nulla da aggiungere a quanto già detto”, risponde con cortesia al Foglio. Pochi giorni fa ha spiegato che continuerà a fare il suo lavoro. E’ la stessa risposta che ha dato anche agli emissari di Avs: non è stata avanzata nessuna proposta ufficiale, ma il tema di un futuro in politica è stato posto. “Per ora...” no, si sono sentiti dire. Il nome di Albanese – che con Avs ha un certa consuetudine, ma frequenta anche le iniziative M5s – del resto potrebbe davvero cambiare totalmente il quadro delle primarie (e non solo). Ed è per questo che la suggestione spaventa le due principali forze del campo largo. Mentre per Avs il timore è un altro: Albanese, tanto più se legittimata dal consenso (dei gazebo), diventerebbe di fatto la terza leader dell’Alleanza. Anche per questo resta una pista difficile e se ne valutano altre: torna di moda l’ipotesi del candidato simbolico, si scrutano gli ospiti delle iniziative di Avs e i parlamentari. Oppure uno tra Fratoianni e Bonelli, ma anche questo non sarebbe a costo zero per Avs, vorrebbe dire – almeno mediaticamente – superare la diarchia. E’ un rovello che i due leader avrebbero voluto volentieri evitarsi, per dedicarsi al programma piuttosto che al “gioco delle tre sedie” (il copyright è di Filippo Sensi).
Doveva essere la settimana della battaglia dura contro il Melonellum e invece il campo largo finora s’è fatto notare per polemiche di tutt’altro tipo. Si spera ancora nei franchi tiratori, ma si prepara già la protesta in Aula. Oggi, prima del voto finale, i leader dovrebbero intervenire per andare all’assalto della legge elettorale. Sempre che pure questo passaggio non diventi un altro antipasto di primarie.