La casa di Meloni. Preoccupata dalla crisi spagnola vuole accelerare sul Piano casa. Fondi in manovra e sfratti più veloci

Teme l'effetto Sánchez e rilancia il piano per la ristrutturazione di 60 mila immobili: i comuni stanno ultimando l'elenco degli interventi. Le misure allo studio in legge di Bilancio. E si riapre il dossier sgomberi
6 OTT 26
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Non vuole un epilogo stile centri in Albania (“Funzioneranno”, ma in verità solo a singhiozzo). Così, guardando alla crisi di governo apertasi in Spagna, innescata dalle proteste di piazza sulla questione abitativa, Meloni vuole accelerare sull’attuazione del Piano casa. Ma nuovi interventi di sostegno agli alloggi entreranno nella legge di Bilancio. Intanto la premier, in una specie di derby con la sindaca Salis, rivendica la sospensione dei 131 licenziamenti annunciati dalla sede Ericcson di Genova, dopo un’interlocuzione con l’ad Andrea Missori. 
Che la casa possa diventare un tema centrale nella prossima campagna elettorale è fuori discussione. E allora, oltre a registrare il suo marchio vocale (“Io sono Giorgia Meloni”) all’Ufficio Ue per la proprietà intellettuale contro l’uso di cloni e fake, la premier vuole presentarsi agli elettori rivendicando una serie di spunte verdi. Il Piano casa ha avuto una lunga gestazione. Licenziato a luglio, ha avuto una dotazione di sei miliardi per la riqualificazione di 60 mila immobili. Per accelerarne le pratiche a giugno è stato nominato un commissario (Felice Squitieri) che resterà in carica con scadenza fine 2027. Ma adesso si sta entrando nel vivo: i comuni stanno stilando le liste dei progetti che vorrebbero candidare alla riqualificazione e conseguente affitto a prezzi calmierati. Su questo alcuni di loro come Trieste (e la regione Friuli Venezia Giulia) procedono spediti. Ma se l’orizzonte temporale del Piano casa è più a lungo termine (potrebbe mobilitare fino a 10 miliardi di euro in 10 anni), si sta lavorando anche su altri fronti, più contingenti. Proposte che il governo vorrebbe precipitassero in legge di Bilancio. Il “sostegno all’acquisto della prima casa” era stato cavalcato dal centrodestra anche nello scorso programma elettorale. Adesso, come ha preannunciato il viceministro Leo, si sta cercando di introdurre degli incentivi rivolti soprattutto agli under 35. Altre proposte sono: l’estensione della possibilità di applicare l’Iva sulle operazioni di cessione e locazione di abitazioni poste in essere da società di compravendita e gestione immobiliare. Ma anche un abbassamento della cedolare secca al 5 per cento (è una proposta avanzata da Noi moderati) per i contratti di locazione “a lungo termine” o specificamente rivolti agli under 35. Il vicepremier Salvini ha promesso l’esenzione dell’Imu sulle prime case e nelle aree interne (oltre ad aggiramenti delle normative europee sugli affitti brevi, su cui anche altri pezzi di maggioranza sono d’accordo). In più c’è la volontà di far ripartire forme di “eco bonus”, ovvero detrazioni, tra il 55 e il 65 per cento, sugli interventi di efficientamento energetico. “E’ la grande occasione di usare un po’ di leva fiscale per fare investimenti sul tema, nel pieno spirito di Forza Italia, perché l’Europa sull’energia ci darà 7 miliardi di scostamento per i prossimi due anni”, spiega il deputato azzurro Alessandro Cattaneo. Sul punto richieste sono state avanzate al governo da Ance che ha organizzato un convegno alla Camera dal titolo “Città del futuro 2030-2050”.
Oltre alle misure di natura contabile, però, il governo punta molto sul risvolto securitario legato alla questione abitativa. Non è un caso che lo stesso Salvini abbia rivendicato lo sgombero di oltre 6 mila abitazioni dal 2022. E che al contempo, al Senato, in commissione Giustizia, sia ripartito l’esame del cosiddetto “ddl Sfratti” che punta a rendere più rapido liberare immobili occupati illegalmente e che la maggioranza aveva pensato in parallelo col Piano casa. Anche qui, però, il vicepremier rischia di essere superato dalla premier che è tornata a popolare la sua comunicazione social di sgomberi come quello effettuato a Tor Sapienza, a Roma: “Riportiamo legalità e sicurezza”. La sua voce in campagna elettorale non potrà essere clonata ma la colonna sonora, per quanti non si accontentino della più nota “Il Cielo è sempre più blu”, c’è già: “Fabbricando case, ci si sente più veloci e più leggeri”.