Calenda: “Conte molla Elly se non lo candidano. E' un leader di plastilina”

"I due giocano con le armi e con l'Ucraina. Schlein è segretaria per caso, ma lei è in realtà di Avs", dice il leader di Azione

3 OTT 26
Immagine di Calenda: “Conte molla Elly se non lo candidano. E' un leader di plastilina”
Roma. “Chiariamolo una volta per tutte”. Cosa dobbiamo chiarire, senatore Calenda? “Che la segreteria di Schlein è una filiale di Avs. E che Schlein sta gestendo il partito soltanto per caso”. E’ in ragione della politica estera che lo dice? “Lo dico perché da quando il Pd ha salvato i Cinque stelle, al tempo del Conte bis, non può che inseguire la propaganda del Cremlino. E poi, basta guardare i membri della segreteria…”. A proposito di Cremlino, il maestro Goffredo Bettini ha parlato di invio di armi a Kyiv, ma solo difensive. Il suo discepolo, Giuseppe Conte, è inorridito. A sorpresa, ha alzato la mano Elly Schlein. D’accordo con Goffredo. Armi sì, ma solo così: come dice lui, Bettini. Cosa ne pensa? “Penso che giochino con le armi. Per loro sono un giochino utile a posizionarsi come leader del campo largo”. Sta dicendo che hanno scambiato le armi per un gingillo? “Sì. A nessuno di loro importa di cosa accade in Europa. Il che è profondamente immorale”. Però Schlein sostiene che dovremmo continuare ad aiutare Kyiv. “Schlein ha risposto a Conte dicendo che risolveranno l’attrito su Kyiv con un ‘compromesso alto’…”. Calenda fa una pausa vuota. “...Sarà il compromesso più basso possibile!”. Addirittura. Perché non le dà fiducia? “Perché loro possono sopravvivere soltanto non dicendo niente. Per tirare a campare devono tacere. Oppure dire che sono contro Meloni, anzi no…”. Un’altra pausa. “Neanche quello sanno dire!”. Che intende? “Che usano espressioni come ‘contro le destre’. Espressioni vane”.
E della “armi difensive”, invece, cosa pensa? “Penso che Bettini abbia fatto il suo lavoro: la propaganda di Mosca. Resa ancor più imbarazzante da Conte che questa volta non ha corrisposto il suo amore”. Lei pensa che, dopo Nova, la politica internazionale del M5s si radicalizzerà? “Sì, certo. Conte non ha corrisposto l’amore del suo maestro perché vuole usare l’Ucraina come casus belli per rompere con il Pd”. Quando vorrebbe rompere? “Quando e se quei capataz del Pd non dovessero dargli la certezza che lo voteranno alle primarie”. Come lo fa cinico! Ma è davvero così spietato? “Lo è. Senza la certezza di vincere, Conte userà l’Ucraina per sfilarsi. O in alternativa, farà un ridicolo compromesso con Schlein”. Cioè? “Parleranno di ‘materiale’, ‘supporto’, o di più generiche ‘cose’ da mandare all’Ucraina”. Forse gli elettori pentastellati sono più rigidi di quanto non siano gli eletti? “Ma certo. Conte si conforma al popolo. E’ il Conte di plastilina”. Ma gli elettori del Pd sono più sensibili a Kyiv, forse. “Le assicuro che Schlein non è interessata all’Ucraina. Lei è Avs. Non Pd. Dopodiché, non può dirlo perché altrimenti le esplode il partito in mano”. Però a Matteo Renzi l’Ucraina sta a cuore. “A Renzi? Uno che ha viaggiato per il mondo e non ha trovato un minuto per andare a Kyiv? Ma non scherzi. L’unica garanzia che ha Renzi per tornare in Parlamento si chiama Elly, e lui non la molla neanche se…”. Neanche se? “Oddio no. Alla fine la mollerà. Ma lo farà dopo”. E magari andrà a Kyiv? “No. Non ha nessun posto nei suoi pensieri. Lui sta facendo il ritorno a Itaca. E’ in navigazione”. Sta dicendo che gli manca il Pd? E’ il dolore del ritorno? “Guardi, l’unico mio dolore, anzi disgusto, è per tutti loro che parlano di Russia e Ucraina come fossero concorrenti di Sanremo”.