Politica
I mille ricorsi di Conte e Schlein •
Altro che programma e primarie: la vera unita del campo largo è la Consulta
Autonomia, legge elettorale. E ora anche dl Scuola e ddl Antisemitismo: così, invece di accordarsi sulle cose da fare o sulla leadership, a sinistra si investe (sempre di più) nella campagna d'incostituzionalità degli atti del governo
3 OTT 26

Vogliono sfruttare l’effetto mobilitazione. E quindi non è un caso che Giuseppe Conte abbia chiesto agli alleati che il campo largo cambi nome in “Alleanza per la Costituzione”. In settimane, mesi, molto complicati su fronti quali le primarie, la scrittura di un programma di coalizione, a sinistra hanno capito qual è la vera chiave per tenere unita la coalizione: il ricorso alla Corte costituzionale. Non è una novità, infatti, che mentre ci si litiga un posizionamento politico, si fanno e disfanno ipotesi di “nome terzo” per la corsa a Palazzo Chigi, i tecnici dei vari partiti siano a lavoro per contestare, costituzionalmente, alcune delle misure introdotte (o in via d’introduzione) dal governo.
Sulla legge elettorale, per esempio, nel campo largo oltre a covare quel retrogusto di fallimento nel voto finale in programma la prossima settimana, sono già pronti a ultimare il ricorso alla Consulta che stanno limando da mesi. Con Avs e Più Europa che si sono mossi prima di tutti. Anche se un lavoro similare lo sta facendo pure il comitato nato nell’ambito della Fondazione Demo presieduta da Gianni Cuperlo, con le sigle Gruppo costituzione e democrazia, Articolo 21 e Giustizia insieme. I nodi sono soprattutto il premio di maggioranza giudicato “abnorme”. E la nuova disciplina della raccolta firme che renderebbe molto più difficile presentarsi alle urne per chi non è in Parlamento. Sull’autonomia differenziata, i primi a parlare apertamente di ricorso alla Consulta sono stati il presidente della Puglia Antonio Decaro e il presidente della Campania Roberto Fico, esponenti del campo largo. Ma negli ultimi giorni i presidenti di regione di centrosinistra hanno messo nel mirino un ulteriore provvedimento del governo: quello che rende “cogente” il tetto al 30 per cento di studenti stranieri (che non parlano italiano) nelle classi. I governatori di Emilia -Romagna, Puglia, Sardegna, Umbria, Campania e Toscana, infatti, hanno aderito al “Manifeste per l’inclusione” a scuola, che si rifà alla corretta applicazione dell’articolo 3 della Costituzione. Anche su questo versante, seppur il testo sia stato controfirmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insomma, uno dei possibili esiti potrebbe essere il ricorso alla Consulta, proprio rifacendosi al terzo articolo della Carta.
Anche sul ddl Antisemitismo, però, potrebbe aprirsi presto una strategia di “lotta costituzionale” da parte del campo largo. Ieri le associazioni che si battono contro il ddl (capeggiate da Amnesty Internationa) sono tornate a protestare all’esterno di Montecitorio (con la solita ostensione di bandiere di Hamas e Hezbollah). Qualche giorno fa era stata la storica Anna Foa ad aprire alla possibilità del ricorso alla Consulta, in un’intervista al Fatto Quotidiano. “Il ddl Antisemitismo passerà, l’unica battaglia che rimane è impugnarla alla Corte costituzionale e sollevare la questione di come verrà applicata sui giornali, guardando ai casi concreti”. Parole che, proprio per il giornale su cui sono state pronunciate, hanno destato un certo interesse nei vertici del Movimento cinque stelle. Che proprio su Gaza (e contro il riarmo) punta molto per la campagna e in vista delle primarie e delle politiche. Non è un caso nemmeno che Conte da una parte e Fratoianni e Bonelli dall’altra abbiano molto calcato su questi punti. Consci, forse, che nonostante pure Schlein abbia beneficiato del no al referendum sulla giustizia, possa essere soprattutto il loro elettorato a rinfocolarsi da un’eventuale bocciatura del governo da parte dei giudici costituzionali. A questo punto non resta che cambiare il nome della coalizione. Altro che campo largo o alleanza per la Costituzione: testardamente uniti, sì, dalla Consulta.
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Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.
