Renzi apre la Leopolda con De Luca: “Il centrosinistra vada all'attacco sulla sicurezza”

Il leader di Italia viva al Messaggero: “Il governo ha fallito, gli italiani sono più poveri e meno sicuri di cinque anni fa”. La prima proposta è una quattordicesima per insegnanti, infermieri e forze dell'ordine. Con il M5s “non siamo come loro”: serve un contratto alla tedesca. E sul voto: “Logico a maggio”

2 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 09:56
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Il leader di Italia Viva (Iv) Matteo Renzi durante la presentazione del libro ''Quando c’era lei. L'Italia dopo Goirgia Meloni'' a Roma (Ansa/Angelo Carconi)

Il primo a parlare, alla quattordicesima Leopolda, sarà Vincenzo De Luca, e Matteo Renzi spiega perché in un'intervista al Messaggero: “Vogliamo dire che il centrosinistra deve andare all'attacco sulla sicurezza, non può giocare in difesa”. È il terreno su cui la destra si sente più forte, e il leader di Italia viva prova a ribaltarlo. “Il governo ha fallito: gli italiani sono più poveri di cinque anni fa ma si sentono anche meno sicuri di cinque anni fa”. Quanto all'ex governatore campano, “non è uno sceriffo ma un uomo di buon senso”. Se possa essere il nome di Italia viva per le primarie di coalizione, Renzi non lo dice.
L'altra parola d'ordine è ceto medio. La prima proposta della Leopolda sarà “lasciare una quattordicesima alle categorie del ceto medio che soffrono di più: insegnanti, infermieri, forze dell'ordine”. Fa parte di un “decreto ceto medio” che comprende anche case popolari, partite Iva e intelligenza artificiale. Ed è anche una frecciata agli alleati: “Servono i soldi alle famiglie, non le discussioni sulle primarie”.
Con il Movimento 5 stelle la distanza resta, e Renzi la rivendica: “Si vota con il proporzionale. Dunque le nostre idee sono diverse da quelle dei Cinque Stelle e io sono molto felice di questo: garantismo, riformismo, sussidiarietà. Noi non siamo come loro, altrimenti saremmo in un unico partito”. Su ceto medio, Europa e innovazione si può lavorare insieme, ma solo con un programma preciso: “Abbiamo chiesto un contratto alla tedesca, così nessuno può sgarrare”.
Anche sulla politica estera, il punto che più divide il campo largo, Renzi mette i paletti. Il riarmo va affrontato a livello europeo, il sostegno all'Ucraina “non è in discussione”, e i due stati passano dal riconoscimento reciproco di Israele e Palestina. La diplomazia, aggiunge, va fatta “senza calpestare i principi e le ragioni degli aggrediti”.
Per Renzi la premier è già in campagna elettorale, al punto da aver “rinunciato persino ad andare all'Onu per fare una puntata di Vespa”. Ma secondo lui non basta: “Se per quattro anni non hai fatto nulla, non bastano tre annunci alla fine della legislatura per cambiare il giudizio su di te”. E con Vannacci fuori dalla coalizione di governo, il centrosinistra è “oggettivamente favorito e in testa ai sondaggi”.
Quanto alla data del voto, “sarebbe logico a maggio insieme alle amministrative. Ma se prevarrà la paura dei Salvini e dei Tajani Meloni rinvierà fino a novembre 2027. Così oltre ai treni Salvini riuscirà a ritardare anche le urne”.
Tra gli ospiti della Leopolda c'è anche Andrea Stroppa, oggi “l'uomo di Musk in Italia” ma, ricorda Renzi, “una nostra scoperta” ai tempi di Palazzo Chigi. E c'è Mario Calabresi, che per il leader di Iv è “un nome straordinario per fare il sindaco a Milano”. Ma su questo, avverte, “decideranno i milanesi, non io”.