Meloni ed Eni. FdI loda la “sensibilità” e nella compagnia parte il riassetto

Entro ottobre sono previsti cambiamenti ai vertici dell'azienda. Tra i vari si sposta anche l'ex viceministro di Renzi, Lapo Pistelli

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Foto ANSA

Meloni chiama, le partecipate rispondono e si riorganizzano. L’aiuto di Eni su carburanti e bollette ha più significati. Ha un effetto sull’opinione pubblica, sui mercati (il titolo di Eni è cresciuto), produce un effetto emulativo. Meloni si attende dalle altre partecipate la stessa “sensibilità”. In una nota interna, FdI loda Eni ed Enel, “che ha già introdotto offerte vantaggiose”. C’è un rapporto sempre più stretto fra Eni e Chigi, che si traduce in riassetti e nuove vedette. Lapo Pistelli, l’ex viceministro del governo Renzi e Letta, lascia la direzione Public Affairs di Eni.
C’è molto di più nella mano tesa di Eni al governo, al paese. La decisione della compagnia petrolifera viene letta da Meloni e dal suo partito come il “frutto di un governo forte, autorevole e rispettato”. E un governo rispettato è anche un governo temuto. Entro la prima metà di ottobre a Eni è previsto un cambio che anticipa nuovi equilibri. Pistelli, stimato dal Quirinale, si muove e va a occupare una nuova direzione che viene creata su misura. E’ la direzione materie prime critiche. La sua posizione non è stata ancora occupata. Potrebbe essere suddivisa fra Claudio Granata (Director Stakeholder Relations & Services) e Stefano Meloni (direttore degli Affari istituzionali Italia). La parte internazionale potrebbe essere invece affidata a un diplomatico della Farnesina distaccato, come in passato è accaduto con Pasquale Salzano (oggi ambasciatore in Marocco) o Luca Giansanti (che ha curato i rapporti con l'Ue). L’energia è ora (ed è ancora la nota di FdI) “l’obiettivo raggiunto, a differenza dei governicchi di sinistra”. Ieri, Meloni ha provato a convincere il governo libico (Tamoil) ad aderire all’appello sul price cap. Il 24 ottobre, la premier non esclude di partecipare a Riad al vertice Ue-Consiglio di Cooperazione del Golfo (ci saranno tutti i leader europei). Anche i successi come Eni hanno adesso le zampe (e le unghie) di Meloni.