Politica
la decisione •
Il successo di Salis contro gli armatori genovesi. Prove di popolarità
Il Tar dà ragione al comune di Genova sulla tassa per i crocieristi. E’ una vittoria politica
1 OTT 26

Foto ANSA
Salis 1 poteri forti 0. Il Tar della Liguria ha dato ragione alla sindaca di Genova, Silvia Salis, in merito alla contestata tassa sui crocieristi che impone a chi sceglie di imbarcarsi dal porto della Lanterna di versare tre euro al Comune. Il tribunale amministrativo era stato chiamato in causa da un ricorso presentato dagli armatori ovvero l’Assarmatori, Assagenti, Grandi Navi Veloci, Moby e Stazioni Marittime con l’avallo dell’Autorità portuale. I poteri forti di Genova, dunque. Però secondo il Tar “l’importo di tre euro per passeggero imbarcato equivale al massimo al costo di un aperitivo”. E la tassa risponde pienamente all’esigenza “di compensare parzialmente i disagi causati alla città dal traffico turistico portuale, foriero di ricadute negative sulla viabilità, sui trasporti e sull’igiene urbana”.
A questo punto, incassato il parere dei giudici regionali, gli armatori possono decidere di raddoppiare la posta e impugnare la sentenza del Tar presso il Consiglio di stato, ma si tratta di una decisione delicata che verrà presa in un secondo momento. La tassa sui crocieristi è un cavallo di battaglia sul quale Salis ha scommesso tutto il suo capitale politico e infatti aveva presentato, a sua volta, un esposto alla Corte dei conti e alla procura della Repubblica per sapere come mai la precedente giunta di centro-destra (Bucci sindaco) non avesse applicato il tributo, nonostante lo avesse concordato con lo stato. Scelta, quella di Bucci, che sarebbe costata alle casse del Comune un mancato introito di 17 milioni. Non poco.
La tassa si applica a chi si imbarca per una crociera o su un traghetto che espleta servizio commerciale, non vale invece per chi arriva a Genova o chi vi transita. Il gettito annuale previsto è di 5,7 milioni ed è destinato ad ammortizzare i costi generati dall’impatto dei turisti e a dare respiro alla spesa ordinaria di manutenzioni e trasporti. Insomma è ossigeno pure per la giunta Salis, come lo sarebbe per qualsiasi altra amministrazione comunale di grandi città (il sindaco di Venezia Venturini vuole portare il ticket di ingresso a 30 euro). A essere più colpite sono le compagnie che si dividono il grosso del traffico crocieristico, ovvero la Msc di Aponte e la Costa Crociere. La sentenza del Tar, come era scontato, ha dato vita a una scaramuccia politica nella quale il Pd ha accusato l’ex sindaco Bucci per le sue scelte masochiste e per aver avallato la scelta dell’Autorità portuale di costituirsi contro il comune. La polemica non si fermerà, perché il centrodestra adesso sfida Salis sulle modalità di riscossione della tassa, tutte da implementare. Vedremo quanto riuscirà a incassare, sussurrano.
Il successo contro gli armatori genovesi rinfranca e incoraggia Silvia Salis, sempre in attesa dell’annunciatissima pubblicazione del suo libro (“E’ già domani” il titolo e copertina non proprio sobria) e del previsto tour “in tutte le librerie Feltrinelli d’Italia”. La prima uscita è già fissata in casa, a Genova, per il 14 ottobre e tutti sappiamo che si tratta di una prova generale di popolarità e di presa sul grande pubblico non solo genovese. Oggi intanto in città è attesa un’altra star: la premier Giorgia Meloni che dovrà inaugurare il Salone nautico e dovrà evitare con cura di toccare il tasto dolente (per la sua parte politica) della sentenza del Tar. Da quando è stata eletta, nel maggio 2025, non è la prima volta che la sindaca Salis entra in conflitto più o meno esplicito con i poteri forti della città. Sin dalle prime battute ha contestato la gestione del sistema portuale e delle grandi infrastrutture ereditate, successivamente aveva scritto l’esposto dei 17 milioni alla Corte dei conti di cui abbiamo parlato. La terza occasione è stata fornita dalla decisione di introdurre il salario minimo negli appalti comunali, scelta aspramente criticata dalle associazioni delle categorie produttive abituate a pratiche borderline. Non contenta di tutto ciò la sindaca ha preso aperta posizione contro il transito nel porto di Genova di carichi di armi diretti nelle zone di guerra (medio oriente e Israele in testa) scontrandosi con le grandi compagnie logistiche internazionali. Per chiudere la rassegna sono in tanti a Genova a sostenere che la scelta di Salis di puntare sui grandi eventi all’aperto rivolti a un pubblico giovanile non sia affatto piaciuta alla borghesia cittadina più tradizionalista.