Politica
Roma Capoccia •
Il presidente Rocca: “Il governo aggiunga risorse sulla sanità”
L’appello del governatore della regione Lazio in quota FdI: “Dobbiamo adeguare gli stipendi dei medici ai livelli europei e abbattere le liste d’attesa con nuove assunzioni. Sì al fondo non vincolato per garantire a ogni regioni di gestire le sue priorità”
1 OTT 26

“In legge di Bilancio servono più fondi alla sanità per permettere alle regioni di garantire il funzionamento del servizio sanitario nazionale”. Francesco Rocca, presidente della regione Lazio in quota FdI, si appella al governo senza troppi giri di parole. La sua richiesta è in linea con quella fatta due giorni fa dalla Conferenza delle regioni che chiede 18 miliardi aggiuntivi per i prossimi tre anni da stanziare con la prossima manovra. Al Lazio – da percentuale di ripartizione già stabilita – spetterebbe il 9,63 per cento di queste risorse: circa 1,8 miliardi. La proposta delle regioni sarà precisata durante la prossima seduta della commissione Salute della Conferenza all’inizio della prossima settimana. Ma Rocca avverte: “Non è solo una questione di risorse: la richiesta è in linea con gli aumenti che il governo Meloni ha già saggiamente garantito nel passato triennio, ci sono però degli aspetti tecnici che devono essere precisati”.
Quali? “In primo luogo – risponde Rocca – è necessario che parte delle risorse venga destinato al rafforzamento del capitale umano. Sono fondi che ci servono per aumentare gli stipendi degli infermieri, dei medici di urgenza/emergenza e degli anatomo patologhi. Entro tre anni dobbiamo allinearli ai livelli europei: sono professionisti che non possono mancare e garantiscono di salvare la vita delle persone. Senza i medici di emergenza e senza un anatomo patologo che analizzando un vetrino e riesce a fare una diagnosi – sottolinea il presidente – le cose si mettono male”.
L’altra richiesta delle regioni è quella di aumentare il fondo non vincolato dato alle regioni. “Lo chiediamo – spiega Rocca – perché ogni regione ha le sue esigenze e le sue priorità. Noi in Lazio vorremmo usarle per rafforzare la sanità territoriale, dando risposte migliori ai malati cronici e ai servizi per la salute mentale. Inoltre, vorremmo incrementare ulteriormente l’abbattimento delle liste d’attesa grazie a un piano di assunzioni che ci ha già permesso di aumentare l’organico del personale sanitario di 5 mila unità, alle quali se ne aggiungeranno ulteriori 5 mila entro la fine del 2027. Anche per questo le regole di ingaggio devono cambiare e basarsi sull’erogazione dei livelli essenziali di assistenza: se ricevo un miliardo per le assunzioni devo poter decidere come spenderli in base alle nostre priorità”.
Intanto il Lazio ha inaugurato 135 case di comunità finanziate dal Pnrr e realizzate per deflazionare l’accesso ai pronto soccorso. Ma c’è il personale per farle funzionare davvero? “Siamo la prima regione per rispetto del Pnrr in Italia”, risponde il presidente. “Stiamo assumendo il personale in gran parte per questo. Anche i medici di medicina generale con i quali abbiamo sottoscritto un accordo integrativo stanno partecipando”.