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Di Battista torna in tv: “Mi hanno asportato un tumore, ora mi devo curare”
L'ex deputato del M5s racconta per la prima volta in pubblico il malore a Cuba: “Questa peste del XXI secolo ha un pregio: è democratica”

“Ogni giorno mi riprendo degli spazi di libertà”. Alessandro Di Battista torna a DiMartedì, in collegamento con Giovanni Floris su La7, e per la prima volta spiega che cosa gli era successo a fine agosto all'Avana. Era a Cuba per un reportage per il Fatto Quotidiano e TvLoft quando ha cominciato a stare male per “un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato”. I medici cubani “hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l'edema permettendo di operarmi, mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino”.
Di Battista, 48 anni, era stato operato in un ospedale della capitale cubana e tra l'11 e il 12 settembre era rientrato in Italia con un'aeroambulanza; il 18 settembre aveva fatto sapere di essere stato dimesso. Dice di non riconoscersi nella retorica del malato-guerriero: “Io non sono uno di quelli che dice ce la farò, io devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori”. E aggiunge: “Faccio parte di quel club di cittadini italiani che dicono ‘perché proprio a me’”.
Nel racconto c'è spazio anche per la politica. Al Gemelli, riferisce, gli hanno detto che a Cuba l'intervento è stato eseguito con grande precisione, pur con tecnologie di trent'anni fa, in un ospedale privo di acqua. E su Giorgia Meloni: con lui si è comportata bene, come tutto il governo, e lo ha chiamato per invitarlo a ignorare le polemiche sul volo di stato, che – precisa – non è mai stato davvero un'ipotesi.