Dentro le sale della politica, da Wanna Marchi alla macchina di Majorana. Una sequenza di eventi improbabili

Dopo il premio a Marchi e Nobile, il Campidoglio promette verifiche più severe sulle richieste delle sale. Dalla “casa di tutti i romani” alla sala stampa di Montecitorio, le regole per entrare negli spazi della politica non fermano conferenze grottesche, animali in sala, Harley Davidson e deliri no vax

30 SET 26
Ultimo aggiornamento: 16:20
Immagine di Dentro le sale della politica, da Wanna Marchi alla macchina di Majorana. Una sequenza di eventi improbabili

(Foto Ansa)

Al Campidoglio, “la casa di tutti i romani”, come l’ha spesso definita il sindaco Gualtieri, hanno scoperto che una casa aperta richiede almeno una lista degli invitati. Dopo il Premio Internazionale della Cultura assegnato a Wanna Marchi e Stefania Nobile, Roma Capitale ha annunciato una stretta sulle concessioni delle tre sale capitoline, Protomoteca, Laudato Sì e Carroccio. Controlli più accurati su programmi, organizzatori e partecipanti, oltre a una revisione generale delle procedure con cui vengono valutate le richieste.
Per la premiazione è stata concessa la Protomoteca, la stessa sala dove si sono svolti i funerali di Emma Bonino per capirci. Il premio, ideato dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri e dall’imprenditore Silvestro Muccillo, era un’iniziativa privata e il lasciapassare per il Campidoglio è stato Dario Nanni, consigliere del Gruppo Misto, che ha poi detto di non essere stato messo al corrente dei nomi dei vincitori.
In ogni caso non è necessaria la mediazione di un consigliere per la domanda. Può essere presentata direttamente da associazioni senza scopo di lucro, realtà del volontariato, forze politiche, sindacati, categorie professionali o gruppi di almeno cinquanta cittadini. Ma per evitare il tariffario del comune (e pagare dunque una sorta di affitto) e avere la sala gratis di solito si passa da un consigliere che invia la richiesta per una delle tre sale al Cerimoniale, almeno trenta giorni prima dell’evento e non più di sei mesi prima. Alla domanda vanno allegati la scheda di responsabilità, la relazione sui contenuti, l’elenco di relatori e partecipanti, la scaletta, la bozza dell’invito, gli eventuali allestimenti e il documento della persona fisica responsabile. L’istruttoria arriva poi al capo di gabinetto, cui spetta l’autorizzazione formale. Qui sotto potete vedere uno dei moduli usati dai consiglieri per la richiesta delle sale.
La logica dichiarata è quella dell’iniziativa pubblica. Il regolamento vieta spettacoli, attività commerciali e iniziative a scopo di lucro, oltre a sottoscrizioni, collette e vendite di oggetti, libri o servizi. Prevede inoltre il diniego per eventi manifestamente incompatibili con i principi costituzionali o capaci di trasformare sale pubbliche in luoghi di polarizzazione ideologica.
Il pensiero corre subito a Montecitorio, patria delle iniziative improbabili. A luglio il gruppo del Partito Democratico aveva proposto di modificare la disciplina che regola l’utilizzo della sala stampa e degli altri spazi destinati alle conferenze, introducendo l’obbligo per il deputato promotore e per i soggetti coinvolti di sottoscrivere una dichiarazione di impegno al rispetto della Costituzione. Il motivo era stata la concessione, poi revocata, della sala stampa a CasaPound per il lancio di una raccolta di firme per una legge sulla remigrazione. In quel caso il tramite era stato il deputato Domenico Furgiuele, ex Lega approdato a Futuro Nazionale. Alla Camera e al Senato il tramite parlamentare è infatti obbligatorio. Un’associazione o un privato non può prenotare da sé, ma deve rivolgersi a un deputato o a un senatore affinché presenti la richiesta.
Anche se la proposta del Pd non è formalmente diventata operativa, la Camera ha comunque diffuso una nota in cui chiarisce che il deputato promotore è sempre responsabile dell’iniziativa. Nel corso degli anni, fascisti a parte, a Montecitorio è passato un po’ di tutto considerando che ogni deputato può offrire ai propri elettori e alle associazioni amiche qualche ora dentro il Palazzo. 
Indimenticabile la presentazione di “Mino cane fortunato”, promossa da Martina Semenzato di Noi Moderati, alla presenza di Mino, sollevato a un certo punto sopra il tavolo dei relatori. L’evento (istituzionale) a quattro zampe per eccellenza si è però tenuto in Campidoglio. Era la Penna d’Oca, ancora nella Sala della Protomoteca, con premi agli amici degli animali. Tra i vincitori Enzo Salvi, lo street artist Moby Dick e gli influencer Joy Barboncino Toy e Marley SuperCane. Nel solo 2025 la Protomoteca ha ospitato anche l’Antenna d’Oro per la tivvù, il Microfono d’Oro per la radio e il Parola d’Oro per la comunicazione gentile. 
C’è poi tutto un filone “scientifico”, quasi sempre dedicato ai vaccini. Nel 2017 il deputato Adriano Zaccagnini, allora nel neonato Mdp, promosse una conferenza presentata come “L’altra verità sui vaccini”, poi rinominata “Libertà di scelta per vaccinarsi in sicurezza”. Nel 2019 fu Sara Cunial a portare alla Camera l’associazione no-vax Corvelva. L’anno successivo tornò nella sala stampa con una conferenza sulle conseguenze delle vaccinazioni di massa. Per quanto riguarda la bioetica, nel gennaio 2024 il leghista Simone Billi mise la firma per un incontro del Centro studi Machiavelli su aborto ed eutanasia, dopo il quale prese le distanze dalle tesi dei relatori. Al Senato, nel 2016, l’ex grillino Bartolomeo Pepe aveva ottenuto una sala per proiettare Vaxxed, documentario no-vax di Andrew Wakefield, ma la prenotazione fu poi revocata.
Nella sala stampa della Camera sono state presentate anche la Fiera del tartufo bianco di Pergola e la Fiera mondiale del peperoncino di Rieti. Per non parlare del raduno dei fan di Bud Spencer e Terence Hill o del libro che rileggeva Napoleone e Montesquieu attraverso le congiunzioni astrali.
Spazio anche ai motori. A febbraio 2025, Giandonato La Salandra, di Fratelli d’Italia, ha presentato una proposta di legge sulla “cultura motociclistica” e conseguente Intergruppo parlamentare degli appassionati di Harley-Davidson.
Al Senato non è che sia andata meglio. Basti citare l’incontro promosso nell’ottobre de 2025 da Gian Marco Centinaio sulla cosiddetta macchina di Majorana, un congegno potenzialmente capace di annichilire la materia, produrre energia inesauribile, trasformare la materia in oro e ringiovanire.