Politica
Quarta gamba, ma come? •
“Centrini” in viaggio con incognita: tutti con Renzi o no?
Il segretario di Più Europa Riccardo Magi evoca una lista unitaria anche con Matteo Renzi. Ruffini però pensa che non sia una scelta obbligata e Onorato vuole evitare l'effetto "Casa Vianello". Spadafora punta su una sorta di "Costituente", e Maraio dice che il tema "non è la lealtà, ma il progetto"
30 SET 26

Roma. Che fanno i centri (e centrini) al centro del centrosinistra? Lo scioglilingua non è peregrino, ché ieri il segretario di Più Europa Riccardo Magi ha evocato su Repubblica un’eventuale (e sempre più necessaria, vista la nuova legge elettorale) “lista unitaria” anche con Matteo Renzi, “a patto che Renzi sia leale”. Al momento Magi non è tra gli invitati alla Leopolda, la kermesse renziana che si aprirà a Firenze il 2 ottobre, ma il problema non è questo, quanto il tipo di postura (espansionistica o meno) che potrebbe assumere l’ex premier, il cui partito, Italia Viva (con il progetto di “Casa riformista”) non sarebbe penalizzato dall’eventuale nuova legge elettorale, a differenza di altre forze. A guardarlo da fuori, infatti, Renzi non sta mai fermo (e non per tutti, al centro del centrosinistra, questo è un plus): a neanche un giorno dall’arrivo in libreria del suo ultimo volume “Qvando c’era lei- l’Italia dopo Giorgia Meloni” (ed.Solferino), l’ex premier si fa volano della costruzione di una “tela-sindaci” attraverso le presentazioni: lunedì scorso a Roma, all’Auditorium, con il sindaco dem Roberto Gualtieri, in nome di un antico rapporto di stima, dell’entrata di Iv nella maggioranza capitolina e della pazza idea di quel “duetto” lanciata da Luciano Nobili, consigliere renziano alla regione Lazio, sotto la regia del deputato dem e pilastro dei dem romani Claudio Mancini. E poi martedì, a Milano, con bagno di folla e dialogo con il sindaco uscente di centrosinistra Beppe Sala, sempre in nome di un altro antico rapporto di stima. Città che vai, insomma, Renzi che trovi, da Genova, con endorsement a distanza a Silvia Salis, in qualità di personalità spendibile alla vetta del campo largo, e giù giù fino a Salerno, con invito alla Leopolda al sindaco ed ex governatore campano Vincenzo De Luca. Lista unitaria? Chissà. Intanto, però, dietro le quinte renziane si sottolinea “la disponibilità, fin dall’inizio, a lavorare insieme e a mettere a disposizione l’infrastruttura di un partito già avviato”, ma anche l’indisponibilità “a farsi mettere veti”, dopo aver raccolto, nei mesi, “risposte non proprio accoglienti”. La Leopolda, dunque, non sarà l’avvio di una sorta di “confederazione del centrino”, scherza qualcuno tra i futuri partecipanti, ricordando che non ci sono preclusioni e che con Magi c’è stato, a suo tempo, nel 2024, il precedente della lista Stati Uniti d’Europa. Ma che cosa dicono gli altri, al centro del centrosinistra, di una possibile lista unitaria con Renzi? L’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, fondatore del movimento Più Uno (pronto a trasformarsi in partito il 10 ottobre), pensa che “l’unione delle forze centriste non sia una “scelta obbligata”, come ha ribadito qualche giorno fa a questo giornale, e che “un’alleanza politica efficace” non debba nascere da una mera “somma algebrica” di partiti, bensì dalla costruzione “di un programma condiviso e orientato al cittadino”. Alessandro Onorato, leader di Progetto Civico Italia e assessore nella giunta Gualtieri, forte delle molte adesioni tra gli amministratori locali in tutta Italia e nonostante l’incombere dell’obbligo dell’(abnorme) raccolta firme, vorrebbe evitare che il dibattito sul percorso della gamba riformista alimentasse “un effetto ‘Casa Vianello’; la politica è una cosa seria”, dice. L’ex ministro Vincenzo Spadafora ricorda invece che la sua associazione Primavera “propone da tempo una Costituente che non sia una somma di partitini, ma un progetto autentico di partecipazione di tutti quegli elettori di centrosinistra che non si riconoscono in Pd e M5S. Magi deve innanzitutto chiarire se la sua è una posizione isolata o se è condivisa da Onorato – che più volte ha ricordato di avere già un accordo con Più Europa e Psi, tanto che sono pronti ad andare da soli alle prossime elezioni”. Questo escluderebbe una futura federazione con Renzi? “Se ora hanno cambiato idea, perché hanno fatto un bagno di realtà”, dice Spadafora, “è un’ottima notizia”. I socialisti di Enzo Maraio dicono che il tema “non è la lealtà”, ma “il progetto”. “Il campo largo sia plurale”, dice Maraio, convinto che “l’attribuzione della leadership non debba passare dall’esenzione dalla raccolta firme”. No all’annessione, dunque, e, par di capire, no pure alla cooptazione.