Landini punta su Sachs, l’economista che piace a Conte. Le corrispondenze e il campo Naza

L'economista della Columbia, riferimento per il Movimento, sarà in Campidoglio con il segretario della Cgil. Poi di nuovo con l'ex premier nel corso di una iniziativa sulla pace. M5s e Avs organizzano la proiezione del docufilm su Gaza, la segretaria del Pd si accoda. L'appello di Segre sul ddl Antisemitismo

29 SET 26
Ultimo aggiornamento: 06:14
Immagine di Landini punta su Sachs, l’economista che piace a Conte. Le corrispondenze e il campo Naza
Corrispondenze, dentro e fuori il campo largo, e posizionamenti. Giuseppe Conte punta i fari sui militanti della Cgil. E al cinema, sull’asse M5s-Avs, arriva il campo Naza.
Per l’aggiornamento del Programma fondamentale della Cgil, Maurizio Landini ha scelto (anche) Jeffrey Sachs, l’economista della Columbia university, che considera la Nato tra i principali responsabili della guerra in Ucraina ed è convinto che “non servano altre armi” per Kyiv. Dalle nostre parti Sachs è noto anche per essere un po’ alla volta diventato uno degli intellettuali di riferimento per Giuseppe Conte, era tra gli ospiti internazionali di Nova, l’evento programmatico M5s. Ma con l’ex premier le occasioni di confronto sono state varie: a giugno 2025 a Bruxelles, contro il riarmo e per la pace, per esempio. E pure negli anni precedenti. Venerdì Sachs, a cui è stata affidata dal sindacato una lectio magistralis su economia e finanza, sarà insieme a Landini in Campidoglio a Roma. Spunti utili al segretario nel percorso che passa per la conferenza programmatica della Cgil (si festeggiano in queste ore a Milano i 120 anni, domani c’è anche Sergio Mattarella) e arriva fino al congresso, che il leader sindacale ha detto di voler convocare dopo le politiche, anche per evitare polemiche su una sua candidatura. Ma nel frattempo i voti degli iscritti al sindacato rosso fanno gola a tutti, tanto più nella corsa verso le primarie. Del resto quel legame solido tra Pd e Cgil, negli ultimi anni è apparso meno solido. C’è spazio. Così sabato prossimo ecco di nuovo l’accoppiata Conte-Sachs a Sesto Fiorentino, in un evento sponsorizzato dalla Cgil, questa volta per presentare il libro dell’ex premier (che nel frattempo deve guardarsi dal ritorno di Beppe Grillo a Roma, dove si è recato anche all’ambasciata cinese). L’iniziativa, nel segno della pace, durerà qualche giorno – per il Pd ci passerà Goffredo Bettini, ma tra gli altri ci sono anche Nicola Fratoianni e poi Francesca Albanese, Elena Basile, Ginevra Bompiani – per concludersi domenica con una assemblea dal titolo: “Voteremo solo per chi dice parole chiare su pace e riarmo”. Un’altra conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, del terreno sul quale Conte ha deciso di giocarsi la partita elettorale e prima ancora – sempre in attesa del programma – quella delle primarie. L’ex premier del resto può andare dritto su questa strada, mentre l’alleata-rivale Schlein ha meno spazio di manovra (e non solo su questo tema), tanto che le parole che hanno fatto più rumore contro la guerra sono state quelle di Virginia Libero.
E mentre Andrea Orlando ieri ha ribadito che nessuno può avanzare diktak, Igor Taruffi ha risposto indirettamente proprio a Conte, che qualche giorno fa ha incalzato i dem: “Sul programma siamo pronti da aprile”. L’uomo macchina del Pd ha poi confermato che al tavolo ci saranno anche i centristi, ribadendo infine che il leader della coalizione non sarà un federatore, ma quello del primo partito. Oppure primarie: in questo caso la candidata sarà Schlein, “come prevede lo statuto”. Niente spazio ai riformisti, sebbene l’Assemblea dem (che sarà convocata tra fine ottobre e inizio novembre) avrebbe la facoltà di derogare, aprendo la strada ad altri nomi – è successo alle primarie 2012 – come quello di Giorgio Gori. Quanto alle regole, dice ancora Taruffi, “non vedo problemi”. Tra le opzioni da chiarire il doppio turno, inevitabile con più candidature, e poi niente voto online, come suggerisce una parte del Pd. “Ma con le nostre votazioni non ci sono mai stati problemi, quelle semmai arrivano dai gazebo”, è la risposta di Via Campo Marzio. Anche di questo comunque si dovrebbe discutere nella direzione Pd. Mentre tiene banco, ancora, la discussione sul ddl Antisemitismo che ha già diviso i dem. Lele Fiano è a un passo dal lasciare il partito se verrà confermata la linea del no. Ieri Liliana Segre, pur difendendo il provvedimento, ha lanciato un appello a tutti partiti, chiedendo di votare la legge all’unanimità “anche con modifiche” – sebbene “inessenziali” – “pur di salvaguardare l’esito unitario”. Anche Schlein aveva chiesto alla destra di cambiare il ddl, sebbene partendo da presupposti ben più critici di quelli della senatrice a vita, le cui parole alla fine sono state recepite fino a un certo punto, cioè poco, dai due schieramenti che hanno finito per accusarsi reciprocamente. La distanza resta e forse è destinata ad aumentare: ieri Bonelli, Conte e Fratoianni hanno organizzato al cinema Adriano a Roma la proiezione del docufilm Naza, che non piace alla destra (e infatti, come rivelato dal Foglio, organizza per il 6 ottobre alla Camera la visione della serie israeliana Fauda). I leader di Avs e M5s hanno invitato anche il Pd, la sua segretaria. Che per tutta la giornata ha seguito il processo Regeni, senza confermare la presenza. Ma a sera Schlein ha deciso di presenziare all’iniziativa degli alleati, facendo pure storcere il naso a qualcuno nel Pd.