Politica
La suggestione del "federatore" •
Renzi e Gualtieri lunedì insieme a Roma. Indizio o caso?
Il 28 sera si presenta all'Auditorium in anteprima "Qvando c'era lei- l'Italia dopo Giorgia Meloni", libro dell'ex premier, con il sindaco, in nome di un antico rapporto di stima. Ma nel centrosinistra il nome di Gualtieri corre nella rosa dei possibili "federatori", anche se lui ribadisce di voler correre per il secondo mandato.
26 SET 26

Roma. La coppia è meno strana di quanto sembri, quella politicamente formata dall’ex leader di Italia Viva Matteo Renzi e dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, protagonisti, lunedì 28, all’Auditorium Parco della Musica, di una serata in cui l’uno (Gualtieri) dibatterà con l’altro (Renzi), a partire dal libro scritto da Renzi, in libreria dal 29 (“Qvando c’era lei-L’Italia dopo Giorgia Meloni”, ed. Solferino). I due vantano infatti un antico rapporto di stima, risalente a quando Renzi era a Palazzo Chigi e Gualtieri presidente dell’Econ, la Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, in tempi duri di crisi bancarie. Ma la stima s’è fatta concreto appoggio al momento opportuno: l’ex premier, per il secondo turno delle amministrative del 2021, dopo aver sostenuto Carlo Calenda al primo, aveva dato subitanea indicazione di voto per il futuro sindaco, con cui oggi è in maggioranza a Roma. E sempre Gualtieri, fresco di viaggio a New York e di scambio di idee con il “gemello” Zohran Mamdani, è stato l’unico ospite politico, lo scorso luglio, della festa di Casa Riformista. Tuttavia la coppia strana lo stesso appare, almeno a chi, dal campo largo, “spera ci sia qualcosa che bolle in pentola”, dice un parlamentare dem. Ed è strana la tempistica: ovvero nel bel mezzo della grande commedia (o tragicommedia) “primarie sì-primarie no”, con incaponimento del duo Elly Schlein-Giuseppe Conte, rapido scemare di energie presso i vari soggetti del Campo Largo rispetto all’idea stessa di consultazione interna e contestuale risalita dell’ipotesi carsica “e se trovassimo un federatore?”. Ma se dici federatore dici sindaco, ed ecco che il nome del sindaco di Roma (oltre a quello della sindaca di Napoli Silvia Salis e del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi) si mette a correre da un capo all’altro del campo largo (si narra addirittura di aruspici che, da giorni, decrittano l’intervista di Gualtieri a Repubblica, quella in cui non parla soltanto di Roma, ma anche di Europa, Ucraina, scuola e flussi migratori, ribadendo di voler correre per il secondo mandato e basta, ma facendo anche capire di non impazzire per le primarie e di auspicare che il centrosinistra si unisca attorno a una proposta forte, credibile, basata su programmi e su una visione del paese, senza avvilupparsi in questioni di leadership. “Il rapporto tra Gualtieri e Renzi è un rapporto a suo modo storico”, dice, ripercorrendo le tappe, il consigliere di Iv alla Regione Lazio Luciano Nobili. Colui che ha favorito, su lato renziano – come su lato Gualtieri il deputato dem e pilastro del Pd romano Claudio Mancini – il consolidarsi del dialogo tra l’ex premier e il sindaco (coronamento: l’entrata in maggioranza dei renziani capitolini). Non si sa che cosa dirà Gualtieri a proposito del libro bellicoso di Renzi, j’accuse contro il governo (“quando c’era lei” si sono pagate più tasse, i treni hanno viaggiato in ritardo, i giovani hanno ripreso la via dell’estero, benzina e spesa sono costate di più e l’Italia è diventata meno sicura, è il concetto del “pamphlet al vetriolo”). Gualtieri – che con Meloni ha avuto uno scambio continuo e non avvelenato su Roma Capitale – evidenzierà la pars construens o darà forza alla pars denstruens renziana? “Intanto sappiamoche, se inviti Gualtieri a presentare un libro, sicuramente il libro se lo legge”, dice Nobili. Sia come sia, il sindaco presenterà, tra qualche settimana, anche il libro di Roberto Speranza. Intanto la campagna di Gualtieri è già partita informalmente, anche attraverso una app molto mamdaniana ispirata da Mancini (“Per Roma con Gualtieri”, e presto ci sarà l’incontro tra sindaco e volontari). E però, pur registrando le parole di Gualtieri sul suo voler correre per il secondo mandato e basta, il tempismo del duetto con Renzi pare casuale e non casuale, visto che su Renzi, Gualtieri e tutto il centrosinistra incombe l’incognita del “quando si voterà per le Politiche?”. Soltanto quando si conoscerà il responso, infatti, le pedine (primarie o federatore?) potranno essere spostate. E se è vero che Renzi ha sempre considerato le primarie la via maestra, dovesse mettersi male, chissà. Tanto più che, nel centrosinistra, i nomi continuano a girare, girare e girare. E Gualtieri? “Se non ci fosse il secondo mandato di mezzo”, dice un esponente dem, “il suo sarebbe un profilo adattissimo”.