Le battaglie di Onorato: a Roma contro Ruffini, in Sicilia contro “Scateno”

L'ingorgo del centro e i messaggi di Cateno De Luca a Onorato: "Ti lancio una sfida pubblica: scegli tu giorno e orario, e ci confrontiamo alla luce del sole”. De Luca si candida contro La Vardera, in Sicilia, sostenuto da Onorato. Ma chi sosterrà Giuseppe Conte? 

26 SET 26
Ultimo aggiornamento: 08:24
Immagine di Le battaglie di Onorato: a Roma contro Ruffini,  in Sicilia contro “Scateno”
Roma. E’ l’ingorgo del centro, assai trafficato, dove i nervi sono tesi. Partiamo da Alessandro Onorato, che professa pubblica stima per Ernesto Maria Ruffini. Procediamo con Bruno Tabacci, l’uomo di Centro democratico che ama Ruffini e nega il simbolo a Onorato, e arriviamo infine al socialista Enzo Maraio, che aiuterà con il simbolo l’assessore romano.
Torniamo quindi a lui, Onorato, che con orgoglio maestoso, quasi smargiasso, ripete: “Ma chi lo vuole il simbolo di Tabacci? Tabacci stesso è il simbolo di una politica consunta!” (insomma gli dà un po’ del vecchio). E poi prosegue: “Non sono mica figlio di parlamentari, io!” (Ruffini invece sì: figlio di Attilio, ministro democristiano). E ancora, contiano: “Non sono mica della casta!” (non come Ernesto, nipote dell’omonimo vescovo e cardinale palermitano: più che casta, di famiglia papista).
Ed ecco allora l’ingorgo del centro, si diceva, dove ogni “stima per Ruffini” si perde nel nervosismo. Un parlamentare centrale (ma non centrista) dei Cinque stelle ci dice che i rapporti tra i due sono pessimi. Che Giuseppe Conte in compenso sarà sempre con Onorato. Anche se Onorato, talvolta, ha “manie di grandezza”.
Conte sarà sempre con lui, quindi. Ma lo sarà, davvero, dal centro alle periferie? Lo sarà dalla Roma dei Ruffini d’antan alle isole dei Cateno detti “Scateno”?
Anche in Sicilia, in effetti, il centro è tutto un bruciore di stomaco. Da qualche giorno, l’ex sindaco di Messina Cateno De Luca, in arte Scateno – cosiddetto per i modi spettinati – posta su Facebook contro l’assessore romano. Un post, due post, tre post. Al quarto post Onorato, anziché fingersi morto – grumo di materia inerte – fa quello che non si dovrebbe fare mai. Onorato risponde. Ma, prima di leggerli, ricapitoliamo.
Il capo del polo centrista “Sud chiama Nord” corre per la presidenza della regione Sicilia. Né con la destra né con la sinistra, Cateno detto “Scateno” non trova il suo acerrimo avversario in un fratello... Ma addirittura in un figlio. “Figlioccio”, lo chiama su Fb. L’uomo è Ismaele La Vardera. In altre parole: il fratello di Onorato (fondatore del movimento Controcorrente, parte di Progetto civico) che compete contro De Luca (e gli altri) per la presidenza di Sicilia. Due centri, insomma, per un’isola sola. Sicché il nostro “Scateno” compulsa Internet. “Caro Onorato – scrive – per evitare di continuare a sparare ‘supercazzole’ contro di me…, ti lancio una sfida pubblica: scegli tu giorno, orario, location e moderatore, e ci confrontiamo alla luce del sole”. Alfio e Turiddu. “Che fai? Accetti la sfida o scappi a chiedere aiuto a Giuseppe Conte?”. Duelli d’onore.
Onorato, che non è siculo né sicano ma romanaccio, gli rende la pariglia: “Secondo me con un po’ di litio potresti stabilizzarti”. Follia e isolitudine. “Sei ossessionato da me!”. Ricostruendo poi la sua versione, il leader di Progetto civico insinua: “Sei tu che hai chiesto a tutti i leader del centrosinistra la poltrona di candidato presidente della Regione”. E infine l’accusa: “Di fronte al nostro rifiuto sei passato a destra e ti sei genuflesso a La Russa”. L’assessore, addirittura, pensa che “Scateno” parli con Vannacci. Chissà.
Ma la domanda, a questo punto, è: con chi parlerà, invece, Giuseppe Conte? Con chi si alleerà, in Sicilia, l’ex premier? Quello che sappiamo è che Onorato sta a Patroclo come Conte ad Achille, con Bettini nei panni di Nolan (o meglio di Omero). E dunque, stando così le cose, difenderà Conte l’assessore di Roma? Se sì, lo farà sino al punto di sostenere La Vardera e abbandonare, in Sicilia, il campo largo all’isolutidine? La traiettoria sembra essere quella. Ed ecco quindi che da Roma in giù l’ingorgo è sempre più fitto, le strade più strette. Doveva essere il centro, sì, ma ormai ci avviciniamo al sud del mondo.