Boccia: “Alle primarie voteranno in 2-3 milioni”. Conte incalza Schlein sul programma

L'ex premier: "Noi siamo pronti, aspettiamo gli alleati. Non possiamo certo riunirci da soli”. E prenota la battaglia sulla Finanziaria. La segretaria del Pd convoca la direzione tira dritto sulle primarie mentre Bonaccini chiude alla prospettiva di una seconda candidatura dem: "Sciagurata"
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Presidente, ma questo tavolo, il programma? “Noi siamo pronti, aspettiamo gli alleati. Non possiamo certo riunirci da soli”. In Transatlantico Giuseppe Conte si concede ai giornalisti. Accelera, dopo la spinta arrivata dai suoi militanti, e prenota già la battaglia sulla prossima Finanziaria. Alcune delle istanze emerse da Nova – lo annuncia l’ex premier con un video – confluiranno in una serie di proposte da presentare già nella legge di Bilancio. Qualche giorno era stato Angelo Bonelli, da queste pagine a incalzare gli alleati. Adesso all’appello manca solo Elly Schlein, che ha convocato la direzione del Pd il 2 ottobre, per bollinare anche le proposte Pd, quelle elencate dal palco della Festa dell’Unità. Resta il grande nodo legato all’Ucraina, sul quale si lavora già con il vocabolario alla mano, immaginando forme di supporto più o meno definite, “logistico”, “economico” o “vincolato” a percorsi diplomatici.
Ma a ben guardare quello sulla politica estera, sebbene il più dirimente, non sarà l’unico punto caldo per il campo largo. Già sul nucleare, le legge delega approvata dalla destra due giorni fa, ci sono sfumature diverse. I partiti di opposizione si sono uniti contro un provvedimento considerato inutile di sola “propaganda”. Ma se il tema dovesse essere affrontato nel programma potrebbe essere un po’ più complicato, con Avs nettamente per il no, Schlein che “non ha preclusioni ideologiche”, così come spiega di non di non averne l’alleato-rivale Conte. Mentre a favore sono i centristi, da Iv (a proposito: alla Leopolda con Renzi ci sarà Vincenzo De Luca) a + Europa. Anche in questo caso toccherà trovare una formula, puntando magari sulla “ricerca sulla fusione nucleare”. Ancora più problematico però sarà mediare sulla grandi opere, sulle infrastrutture. Il M5s e Avs in Piemonte partecipano a iniziative e presidi contro la Tav. Il Pd ha come al solito varie anime. E più in generale esprime tanti sindaci che le opere devono realizzarle, non si tratta solo di campagna elettorale, in un senso nell’altro. Nel campo largo la dialettica su certe questioni, nei territori, è una costante. L’ultimo esempio arriva da Bergamo, sul piano di sviluppo dell’aeroporto: la maggioranza guidata dalla sindaca dem Elena Carnevale si è divisa, con i rappresentati di Avs-Futura che hanno votato contro. Su certi temi, del resto l’incidente (o il pretesto), è all’ordine del giorno, il termovalorizzatore a Roma è stata una delle ragioni per cui Conte ha deciso di sfilarsi dal governo Draghi. Erano comunque altri tempi, acqua passata, si augurano a sinistra dove si aspetta con grande attenzione la legge elettorale.
Ancora Conte, alla Camera: “I franchi tiratori? Mi sembra non del tutto improbabile che si frantumino. Se franassero sarebbe un dato politicamente rilevantissimo”, risponde l’ex premier, che “all’occorrenza” – rivela – sente anche Silvia Salis e manda stoccare a Meloni che preferisce la Milano fashion week all’assemblea Onu. Anche in zona Pd comunque stanno alla finestra sul Melonellum. E guardano con attenzione alle suppletive di Reggio Calabria: se Fabio Roscioli non dovesse essere eletto, il rischio è che FI possa implodere con ripercussioni sul voto (segreto) sulla Legge elettorale: è quello su cui scommettono. In ogni caso al Nazareno s’aspettano, con ottimismo, una pronuncia della Consulta entro 60 giorni. Dopo la legge elettorale, partiranno le vere manovre. Anche di questo si parlerà nella direzione del 2 ottobre: oltre al programma, verranno essere poste le basi per l’Assemblea di inizio novembre (per allungare il mandato della segretaria). E poi ci sono le primarie: Schlein tira dritto, “le vinceremo”, vuole farle all’inizio del 2027. Andranno stabilite le regole, e tra i dem – soprattutto in quota riformista – c’è chi teme che il voto digitale possa subire influenze esterne, russe. “Il voto online? Vedremo, è l’ultimo dei problemi – dice Igor Taruffi a Ping pong–. Non abbiamo paura del popolo del centrosinistra”. E nemmeno che i gazebo possano lacerare il campo largo. “Le primarie serviranno a unire”, è convinto Francesco Boccia. “Voteranno 2-3 milioni di persone”. E dopo sarà difficile per chiunque sfilarsi, spiegarlo agli elettori, è il ragionamento. E vale anche per quei riformisti che paventano la candidatura di un proprio esponente. Per Stefano Bonaccini è una prospettiva “sciagurata”. Boccia aveva escluso questa possibilità già negli scorsi giorni.
La vera sfida sarà tra Schlein e Conte. Ieri un nuovo sondaggio (Sky Tg24) dava davanti la dem. Ma l’ex premier di certo non si dà per vinto. E fa proseliti tra gli studenti in vista alla Camera, con cui si ferma a parlare prima di lasciare Montecitorio. Una di loro rivela di avergli mandato una lettera nel 2020: “Mi ha risposto, a mano”. Un altro lo invita a un convegno alla Luiss per parlare di politica e scenari internazionali: “Sarebbe bello averla con noi. In un confronto anche con la controparte”. Conte sorride, accetta. Resta un dubbio: la controparte è Meloni o Schlein?