“Passo con Vannacci, ma resto garantista”. Parla l’ex forzista Tommaso Calderone

Il deputato transitato a Futuro nazionale: “Mi convincono le proposte di Fn sull’immigrazione, sulla politica economica e sociale, sulla tutela delle piccole e medie imprese. Ma soprattutto rivendico l’idea di una nazione identitaria. Nessuna contraddizione su giustizia e sicurezza"

24 SET 26
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Tommaso Calderone (Ansa)

“In Forza Italia non mi trovavo più. Avevo l’impressione che il partito non avesse più un’identità politica precisa e, soprattutto, avevo la sensazione di non riuscire più a incidere. Ho fatto presente diverse questioni, ma mi sembrava di abbaiare alla luna. In Futuro nazionale ho ritrovato invece una comunità, delle idee nelle quali mi riconosco e anche il piacere di stare insieme agli altri”. Lo dice al Foglio Tommaso Calderone, vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera, passato nei giorni scorsi da Forza Italia al partito guidato da Roberto Vannacci. “Mi convincono le proposte di Fn sull’immigrazione, sulla politica economica e sociale, sulla tutela delle piccole e medie imprese. Ma soprattutto rivendico l’idea di una nazione identitaria”, afferma Calderone, ricordando il suo passato nel Msi: “Tutti vanno rispettati, ma perché la nostra identità nazionale non dovrebbe essere rispettata? Perché non possiamo mettere un crocifisso nelle scuole? Se sono a casa mia, la arredo come credo. Se viene un ospite lo tratto da galantuomo, ma resta un ospite”.
Calderone, lei però è un avvocato penalista, da sempre impegnato in battaglie garantiste. Come fa a stare in un partito che sembra proporre una linea giustizialista? “Si confonde il concetto di sicurezza con il garantismo – replica l’ormai ex deputato azzurro –. Sono due concetti diversi. Il garantismo significa garantire al cittadino un processo giusto, dall’iscrizione nel registro degli indagati fino alla sentenza definitiva. Poi però bisogna garantire che la pena venga scontata, ovviamente all’interno di carceri adeguate e non disumane. La sicurezza riguarda invece la possibilità di vivere tranquilli nelle proprie città. Io rimango garantista e sono per l’assoluta sicurezza. Per esempio ho sempre sostenuto con forza i decreti sicurezza, così come la presenza dei militari nelle strade, e continuo a farlo”.
Uno dei punti fondamentali del programma di Fn è l’estensione della legittima difesa anche a chi la esercita “oltre il confine del domicilio nell’immediatezza del fatto”. Eppure sul caso Roggero lei fu molto duro: lo definì “un omicidio in stile corleonese” e si oppose alla raccolta firme per chiedere la grazia. “Non vedo la contraddizione. Condivido totalmente la riforma dell’articolo 52 del codice penale proposta da Fn. Nel caso di Roggero ho visto invece qualcosa di diverso: non una legittima difesa, ma un inseguimento e un’esecuzione ai danni dei rapinatori. Quindi il caso Roggero non c’entra niente con la condivisibile riforma proposta da Fn”, risponde Calderone. E quando Vannacci chiedeva la grazia per Roggero? “Io non ho mai detto di essere contrario alla grazia. Ho detto che la grazia è una prerogativa del presidente della Repubblica, quindi non si può pensare di fare una raccolta firme per chiederla”.
Lei è primo firmatario di una proposta di legge per istituire la “giornata nazionale degli orfani di femminicidio”. Ora però transita in un partito che nega l’esistenza del reato di femminicidio. “Anche su questo alcuni suoi colleghi hanno mostrato una certa malafede. Quando uso il termine femminicidio è chiaro che mi riferisco al linguaggio corrente, non al termine tecnico-giuridico. Esistono degli orfani di donne uccise dagli uomini e penso che una volta all’anno possano essere ricordati nelle scuole, nelle università e nelle associazioni con iniziative specifiche. Ma cosa c’entra questo con il reato di femminicidio? Niente”. Quindi per lei il reato di femminicidio andrebbe abolito? “Assolutamente sì, infatti non votai a favore della legge, perché la vita di un uomo vale quanto la vita di una donna. E vedrai che la Consulta dichiarerà la norma incostituzionale”, afferma Calderone.
Come si è trovato con Vannacci? “Benissimo. E’ una persona colta, istruita, simpatica ed estremamente empatica, aspetto fondamentale, perché non viviamo soltanto di cruda politica”. La accusano però di essere andato in Fn per garantirsi un posto nel prossimo Parlamento. “A parte che in Forza Italia nessuno mi aveva mai detto che non sarei stato ricandidato. Ma ricordo che sono sempre stato eletto con le preferenze. Sono convinto, magari con un po’ di presunzione, che il collegio Messina-Enna potesse portare un seggio a Forza Italia solo con la mia presenza. E non credo che Forza Italia sia così autolesionista, quindi penso che sarei stato ricandidato”, conclude Calderone.