Mollicone: “Disegno gioielli. Li trovate in via della Scrofa. ‘Naza’? è come ‘Report’”

Il presidente della commissione Cultura si diletta a disegnare gioielli: rose ispirate ai portali di Colle Oppio, gemelli come il Mausoleo di Augusto. Mentre Giuli nomina il suo sarto, il meloniano crea preziosi. A gara di dandismo 

24 SET 26
Ultimo aggiornamento: 14:47
Immagine di Mollicone: “Disegno gioielli. Li trovate in via della Scrofa. ‘Naza’? è come ‘Report’”
Il diavolo fa le pentole e non i coperchi e se il ministro Giuli indossa un Vacca, nel senso dell’abito, ecco che il presidente Mollicone gli sfodera un bel paio di gemelli. Ebbene sì, l’egemonia culturale va in sartoria e il presidente della commissione Cultura, ancor meglio, disegna bijoux. Federico Mollicone, detto Mollica, è il Signore dei Gemelli. Egli fa a gara di dandismo da sempre, nel partito, e soprattutto con Alessandro Giuli, il titolare della Cultura. Sicché nel cuore della notte romana, a pochi passi dal ghetto ebraico, ci racconta stavolta di un suo sghiribizzo. “Come dice Ernst Jünger, la scintilla dell’ispirazione non nasce che dal contrasto!”. E chissà che non intenda proprio il contrasto con il ministro…
Presidente, ma è vero che lei disegna gioielli? “Verissimo. Ci sono tante cose di me che ancora non conoscete”. Già. Pensi che alcuni amici leccesi ci hanno persino detto che lei ha origini salentine. E per di più blasonate. “Vero. Sto facendo delle ricerche sui miei avi e potrei prendere il secondo cognome”. In bocca al lupo. Ma per noi Mollica – così la chiamavano a Colle Oppio – sarà sempre il suo vero nome. “A tale proposito, pensi che ho disegnato pure dei gemelli a forma di rosa! Ripresi proprio dai portali di Colle Oppio!”. Caspita. E gioielli per noi ragazze non ne disegna? “Meno. Mi piacciono più i gemelli”. Sappiamo che se ne vendono alcuni da Co.Ro, la gioielleria in via della Scrofa, quella con gli orecchini ispirati alle architetture romane... “Sì. In via della Scrofa. E dove se no?”. Potrebbe regalare un paio di gemelli a Giuli, no? “Volentieri”. Così almeno fate pace. “Ancora con questa storia?! Ma basta!”. D’accordo, basta.
Ed ecco allora Mollicone-doppio-cognome. L’uomo politropo di Meloni. Il multiforme ingegno che, nel nostro anno omerico, spazia dall’opera alla politica, e poi dal cinema alla filologia classica. “Lei ride e scherza. Ma Michele Masneri ha scritto il più bell’articolo su di me alla Scala”, ci ricorda prima di addentrarsi nella sua personale Odissea estiva. A giugno, infatti, il presidente della commissione Cultura è stato a Vilnius. “Sulle tracce di Omero che, come scrive Felice Vinci, sono nel Baltico mica in Grecia”. E proprio in Lituania, mentre portava nel Palazzo dei Granduchi la Maddalena in estasi del Caravaggio, Mollicone s’imbatteva in un anello di ambra. “L’ho visto e non ho potuto resistere”, dice. Ma resistere a cosa? “Adesso, dall’ametista, sto ricavando altri gemelli”. Che bello, presidente. E se non è lei il miglior fabbro – siamo comunque in terre poundiane – sappia che di certo è il miglior designer...
Di polsini scintillanti, del resto, Mollicone ha sempre bisogno. Lo si accusa di presenzialismo, di non perdere mai una mostra, mai una rassegna, mai un vernissage. Vero. Ma lui sa che la cultura è saper stare al mondo. “Sono tornato dalla Mostra del Cinema di Venezia – dice – dove ho visto quel Naza”. E…? “E sembrava una puntata di Ranucci!”. Addirittura. “Mi creda. I due dissidenti israeliani saranno amici di Sigfrido. E’ sicuro”. Ma come?! “Lo guardi e vedrà che quel documentario è tutto un ‘taglia e cuci’ come nelle inchieste di Report”. Va bene, presidente, lo guardo. Ma la prego di non parlare di taglio e di cucito proprio adesso che un sarto è approdato al Mic. Stiamo sui gioielli. “Cosa devo dirle ancora? Mi piacciono. Se vedo una pietra trovo ispirazione. Frequento l’opera, amo la musica, è naturale”. Ne disegna anche di ispirati ai monumenti romani, giusto? “Sì. In via della Scrofa un tempo vendevano quelli ispirati al Mausoleo di Augusto”. Disegnati da lei? “Sì. Li ho regalati a un amico”. Li fa, li compra e poi li regala? “Anche. A volte. Perché?”. Così. Per sapere. Allora, dopo quest’intervista, speriamo di meritarci anche noi un ciondolino. Altrimenti andremo da Co.Ro. Dal Signore dei Gemelli creativo assai. Pur senza la consulenza del Signor Vacca.