Schlein al centro. La segretaria sospesa tra Renzi e Onorato

Vicino, anzi vicinissimo, all’asse Conte-Onorato raccontano di un flirt recente con Elly. Quest’ultima avrebbe contattato l'assessore romano per chiedergli di rinsaldare il centro, con una sola lista, anche in vista delle primarie

23 SET 26
Immagine di Schlein al centro. La segretaria sospesa tra Renzi e Onorato
Da Occupy Pd a Occupy Schlein. Il punto è: chi occupa chi? Vicino, anzi vicinissimo, all’asse Conte-Onorato raccontano di un flirt recente con Elly. La tesi, all’incirca, è quella adombrata su queste pagine da Antonio Padellaro. Ovvero che Schlein e Conte abbiano un accordo anche sui centristi –  e dunque sull’assessore romano Alessandro Onorato –  e che Renzi, ora, muova in direzione Pd. Chissà.
Fatto sta, però, che la trama si spinge a ricostruire addirittura un alterco, non si sa quanto effimero, tra Renzi e Schlein. Quest’ultima, si diceva, avrebbe contattato Onorato per chiedergli di rinsaldare il centro anche in vista delle primarie. Sicché l’assessore –  digital twin di Conte e del Mangiafuoco Bettini – avrebbe preso l’impegno, adesso, di raccogliere tutti i centristi in una lista sola. Tenendo fuori Renzi – è la sua linea rossa – e inglobando gli altri, da Ruffini in giù.
In questo modo, con un solo centro anziché cinque o sei, sarebbe più facile per Schlein andare al ballottaggio. E da lì, poi, liberi tutti. Secondo l’ardita tesi – né confermata né smentita dal Partito democratico – negli ultimi quindici giorni Schlein non tollererebbe l’opera renziana di picconatore ai danni di Conte. E Renzi, dal canto suo, l’avrebbe presa à la Renzi. Come? Infischiandosene, francamente. Chissà.
Al momento però, mentre al centro si addensano nebbie, di comprovato c’è che l’ex premier avrebbe a suo tempo cercato una tessitura con Onorato (beninteso, sempre à la Renzi). Ai suoi avrebbe detto: “Si poteva ragionare di una lista anche con lui finché non mi ha definito ‘cattivo maestro’”. E ancora: “Posso accettare che uno non conosca le regole della politica, ma non la storia di questo paese”. Cosa faranno i renziani? “Ci candideremo con la lista Casa riformista. Porte aperte a tutti e lo diremo anche alla Leopolda”. Onorato? “Si candidi con la sua lista, come ha sempre sostenuto di voler fare”.
Quando Schlein, in effetti, ha chiesto a Renzi di aprire alla lista unitaria, il giorno dopo il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi vi aveva rinunciato, l’assessore romano aveva evocato gli anni di piombo (Toni Renzi Negri) e il leader di Italia viva aveva scelto quindi di non partecipare alla protesta di Progetto civico contro il Melonellum. Alla mobilitazione in piazza, cioè, dov’erano presenti Giuseppe Conte, il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia, ma dov’era assente la segretaria Elly Schlein (tanto per infittire il mistero: da che parte pende?).
Alla Leopolda, comunque, ci saranno Benedetto Della Vedova, Vincenzo Spadafora, diversi sindaci, ma non certo Onorato né Riccardo Magi né tantomeno il segretario del Partito socialista Enzo Maraio.
Per il resto, la virtù è nel centro delle cose. Ma il centro delle cose, come sempre, è molto affollato. Da una parte l’alterco che gli uni chiamano “scazzo”, dall’altra “l’aspirante onorevole inconsistente”. L’Onorato che “parla come Conte, veste come Conte”, un po’ come Patroclo con Achille. Speriamo soltanto, nell’anno omerico di Christopher Nolan, che l’ira di Conte non faccia fare a Elly la fine di Ettore. Perché allora, più che una o due liste, avremmo la guerra di Troia. E il cavallo, a sinistra, si sa chi è.