Meloni a Fenix: "Vieteremo il burka e il niqab nelle classi". E attacca Schlein e Conte

La premier alla festa di Gioventù nazionale a Roma: "In Cdm una norma per il numero massimo di stranieri in classe". Sulla segretaria del Pd: "Dica una cosa vera per criticarci, gliela passo io sotto banco". E sull'esenzione del bollo auto: "Ma con che coraggio ci critica chi ha fatto lo schifo del Superbonus?"

20 SET 26
Ultimo aggiornamento: 11:14
Immagine di Meloni a Fenix: "Vieteremo il burka e il niqab nelle classi". E attacca Schlein e Conte
Blazer e sneaker bianche, Giorgia Meloni sceglie una mise giovanile per parlare ai giovani del suo partito, alla conclusione dell'ottava edizione di Fenix, la festa di Gioventù nazionale a Roma. "Sono immensamente fiera di voi, non abbiate paura", esordisce la premier, dopo l'intervento del segretario di Gn Fabio Roscani. "Cos'è la politica, quella vera, se non la pretesa ostinata, qualcuno direbbe velleitaria, che il nostro passaggio non sia inutile?", prosegue. "E' la ragione per la quale avevo sinceramente bisogno di essere qui. Voi pensavate di essere qui a prendere qualcosa da me ma sarò io a prendere da voi. Date senso alla fatica e alle speranze". Parla, la leader di FdI, in contemporanea con l'intervento di Matteo Salvini da Pontida. Una specie di nuova abitudine.
"In un epoca in cui vi dicono di apparire voi avete scelto di appartenere", elogia la sua giovanile la presidente del Consiglio, in un discorso che tocca temi diversi, dall'istruzione al rispetto delle regole e delle competenze fino alla sfide poste dall'intelligenza artificiale. "Finimo alle cinque così, ragà", scherza dopo i primi applausi che le rallentano l'intervento. Il comizio viene brevemente interrotto dall'ingresso di paramedici che soccorrono una ragazza colta da malore. Poi gli affondi sulla scuola: "Non esiste che nelle classi i bambini italiani si sentano minoranza. Non si può fare. Questa non è integrazione ma abbandono. Porteremo in Cdm un decreto per un tetto massimo di studenti stranieri nelle classi. Con divieto di utilizzo di burka e niqab a scuola. La parità tra uomo e donna non è negoziabile", annuncia la premier, secondo cui non possono esistere "scuole di serie A e di serie B".
Poi Meloni tira in causa Elly Schlein ("Elly cara") sui fondi all'università, che il governo rivendica di aver aumentato: "Ma è possiibile che non riesci a trovare una cosa vera per criticarci? Te la passo io sotto banco". E poi pure i presidenti delle regioni governate dal centrosinistra, ma anche Giuseppe Conte: "Dite che sul bollo abbbiamo fatto campagna elettorale. Ma con che coraggio, dopo lo schifo del Superbonus?". L'espressione usata per il taglio del bollo è: bollo ciao. "Non vogliono farcelo cantare". Nemmeno un riferimento, invece, a Vannacci e a Futuro nazionale.
Poi la premier parla di intelligenza artificiale, social, limiti al suo utilizzo. "Il bene più prezioso che possedete è la vostra libertà. Se sarete stati in grado di lasciare una traccia del vostro passaggio sarete una scintilla di eternità e l'eternità non si consuma", conclude, seguita dal fido (ancora per poco) Tommaso Longobardi che registra un video alle sue spalle. Prima del selfie dal palco con la platea. Di un "vi voglio bene". Dell'Inno di Mameli. Di "A mano a mano" e di "E il cielo è sempre più blu" cantate da Rino Gaetano.