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lo scontro •
Salvini vs Crosetto. Nuovo strappo su Strade sicure. E ora la Lega minaccia di boicottare anche il piano contro le ingerenze russe
Il ministro della Difesa (preso da questioni estere come il lavoro della Marina nello Stretto di Bab el Mandeb) finisce nel mirino leghista, col vicepremier "dispiaciuto" per i rallentamenti sul rafforzamento di Strade sicure. Intanto nella Lega si arriva a una pax di facciata prima di Pontida
18 SET 26

Si muove su delicate questioni estere ma nel frattempo deve fare i conti con le rimostranze leghiste. Ieri il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato che per garantire il passaggio delle navi italiane nello Stretto di Bab el Mandeb non bisognerà aspettare la missione europea Aspides. Se ne occuperà la Marina. E’ quasi un riparo dalle tensioni con Salvini, irritato dallo slittamento del voto per ampliare la missione “Strade sicure” che voleva annunciare a Pontida. Così, in mezzo ai “proficui scambi di idee” con i “nordisti” (ieri), il vicepremier medita pure di ostacolare il “patto contro le ingerenze russe” proposto da Crosetto.
Non sono certo una novità, le turbolenze tra Crosetto e la Lega. E questa volta nemmeno c’entra più di tanto il ministro della Difesa col rinvio del voto sulla risoluzione presentata dal Carroccio in commissione Difesa alla Camera per aumentare il contingente di militari impegnati in “Strade sicure”. Accordato dal presidente della commissione, il forzista (ex leghista) Nino Minardo, che ha tenuto conto delle titubanze espresse soprattutto da Fratelli d’Italia (ma anche da altri pezzi di maggioranza). Salvini comunque ha detto di essere “dispiaciuto che in maggioranza non tutti abbiano il nostro stesso senso di urgenza”. Solo qualche giorno fa il titolare della Difesa era intervenuto per ribadire come di “Strade sicure” ne fosse il coideatore, quando era sottosegretario ai tempi di La Russa ministro. E però al contempo specificando che “se si vuole mettere subito in campo i militari, basta che non sia per motivi solo ‘estetici’, per far vedere qualche mimetica per strada. Se poi li si vuole operativi e, come chiedono alcuni, si vogliono le forze speciali nelle zone a rischio delle città, al fianco delle forze di polizia, basta renderlo legalmente possibile”. Ed è proprio questo passaggio che in realtà evidenzia tutte le distanze tra le parti. Perché è stato sempre Crosetto ad aggiungere: “Più che una risoluzione si acceleri il disegno di riordino della Difesa e si inseriscano le norme che si ritengono utili a contrastare una criminalità sempre più odiosa”. Il riferimento è al ddl presentato dal ministro di FdI lo scorso 5 agosto in Consiglio dei ministri. Una norma che prevede l’estensione degli organici delle forze dell’ordine fino a 40 mila unità in più, che nel frattempo ha ottenuto la bollinatura della Ragioneria dello stato. E che però deve ancora essere “incardinato” nella competente commissione a Montecitorio. C’è poi la questione russa a rappresentare un ulteriore fronte di apprensione. Perché mentre Salvini continua a incontrare l’ambasciatore russo in Italia Paramonov e le aziende russe, Crosetto sul Messaggero lancia un “patto contro le ingerenze russe” che ricalca i moniti lanciati da von der Leyen a livello europeo. Patto che nei gruppi parlamentari della Lega non è stato accolto con troppo entusiasmo. Del resto la linea ufficiale di Salvini è pur sempre quella che “alcune cancellerie europee vogliono aumentare la russofobia”. E questo nuovo intervento secondo la Lega potrebbe essere visto come un modo per alimentare sentimenti “anti russi”. Meloni a tal proposito, in visita in Norvegia, ha detto che “Putin provoca per spostare le attenzioni dal campo. Non dobbiamo reagire”. Rilanciando l’ipotesi di un inviato europeo in Ucraina.
Fatto sta che mentre cresce il rammarico per non aver potuto rivendicare, dal palco di Pontida, una misura di stampo securitario, ieri il segretario della Lega ha cercato almeno di assicurarsi un raduno che scorra via senza strappi plateali. Così dopo l’incontro della settimana scorsa a casa sua a Roma, ha visto a Milano Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti. Un “proficuo scambio di idee” di un’ora e mezza “sui principali temi di attualità e di interesse dei cittadini: dalla situazione economica di famiglie e imprese al taglio del bollo auto, dall’impegno su autonomia e federalismo ai temi della sicurezza”, si legge in una nota. Secondo cui “la volontà comune è quella di rafforzare e far crescere la Lega, valorizzando ancora di più il ruolo degli amministratori e dei territori”. In sostanza: per non ora non è cambiato nulla. Anche se il clima pure dai nordisti viene descritto come “molto buono”.
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Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.
