Cottarelli approva (con riserva) il taglio del bollo auto: “Bene, ma diventi strutturale”

L'economista, favorevole all'esenzione, nutre dubbi sul metodo: "Una norma che per il momento ha coperture strane, non si usi il Pnrr".  Lo scontro tra Renzi e Meloni
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E’ solo propaganda elettorale, come sostengono le opposizioni? Oppure un sollievo per gli italiani, come rispondono dalla maggioranza? “Non giudico le intenzioni, non seguo queste polemiche. Ma in linea di massima penso che l’esenzione sul bollo delle auto sia positiva”, dice al Foglio Carlo Cottarelli. “Io sono favorevole a ridurre tutte le tasse e anche il numero dei balzelli, burocratici e non, che fanno perdere tempo”. Le incognite però non mancano: “Ci vogliono coperture strutturali. Per ora, al di là degli annunci, parliamo di un taglio che dura soltanto un anno”. E non mancano nemmeno le polemiche. Tanto che, mentre l’economista della Cattolica di Milano risponde al Foglio, la premier Giorgia Meloni e Matteo Renzi battibeccano sui social.
Carlo Cottarelli, che fu commissario alla spending review, approva – pur con riserva – l’esenzione sul bollo auto per il 2027, mentre la maggioranza promette che il taglio diventerà strutturale, che si lavora già sulla prossima finanziaria. Bene, ma non benissimo? “Diciamo benino”, sorride l’economista. Il direttore dell’Osservatorio sui Conti pubblici della Cattolica condivide la ratio, meno tasse, alla base della misura. E il metodo? “Il governo ha spiegato che il taglio sarà fatto attraverso coperture un po’ strane”. Sono circa 2,3 miliardi che arrivano dai fondi Pnrr non utilizzati, attraverso cui si cerca di dare una risposta alternativa anche al caro carburanti. La norma, che secondo il Mit di Salvini coinvolgerà oltre 24 milioni di cittadini, ha fatto sorgere qualche preoccupazione tra i presidenti di regione, in particolare tra quelli di centrosinistra. Dice Cottarelli: “Si tratta di risparmi relativi a spese di investimento, risorse che avrebbero dovuto appunto essere investite in altro modo. Così non è stato e ora si usano invece per tagliare le tasse. Ma – continua l’economista – per il momento va bene così, anche perché oggi la pressione fiscale è al massimo. Spero ci sia un seguito. Mi sembra che il governo abbia detto che nella legge di Bilancio ci saranno coperture permanenti. Vedremo”. Toccherà aspettare ancora qualche settimana per capire davvero come andrà a finire.
Intanto, inevitabile, è subito partita la baruffa politica tra destra e sinistra su un provvedimento che nel 2008 fu proposto da Silvio Berlusconi, e poi rilanciato dallo stesso Cav. pure in anni più recenti. Il taglio del bollo del resto ha estimatori anche nel campo progressista – senza contare le difficoltà anche a livello comunicativo di opporsi a una misura di questo tipo. Filippo Sensi, siamo in quota riformista nel Pd, lo ha detto senza girarci troppo intorno, facendosi interprete di un pensiero che in realtà appartiene a più di uno nell’opposizione. “Sul bollo, poche storie. L’ha presa. Ha fatto bene. A noi di fare meglio”, ha affermato il senatore. A pensarla in modo simile c’è anche Matteo Renzi, secondo cui l’esenzione “è una buona idea, non critico mai chi taglia le tasse”. Il leader di Iv del resto, da presidente del Consiglio, aveva pensato pure lui a un provvedimento analogo. E ieri ha ricordato quando Meloni gli dava “del venditore di pentole” per certe sue proposte, ricevendo a stretto giro la risposta piccata della premier: “Oggi hai scoperto la differenza tra annunciare e realizzare”. Uno scontro che ha certo il sapore della campagna elettorale, sempre più vicina, ma che dimostra anche come alcune mosse – che rispondono anche, inevitabilmente a una logica di consenso – in fondo possano arrivare da questa o dall’altra parte. Secondo Cottarelli l’esenzione del bollo è di destra o di sinistra? Oppure è bipartisan? “Mi sembra che la maggioranza sia favorevole. L’opposizione è invece contraria, semmai saranno loro a dire se è bipartisan. Ma in questo momento – conclude – direi proprio di no”.