Zampolli tratta (e forse incontra) il suocero di Conte per l’Hotel e dice “mi piace, ma il prezzo non è giusto”

Un concierge del Pd ci confessa che Cesare Paladino ha incontrato l'alto rappresentante di Trump: “Diciamo che incontro tante persone”. E sull'acquisto del Plaza “l’interesse rimane". Riguardo al prezzo "ci parliamo ma stiamo aspettando una condizione più accettabile"

17 SET 26
Ultimo aggiornamento: 07:36
Immagine di Zampolli tratta (e forse incontra) il suocero di Conte per l’Hotel e dice “mi piace, ma il prezzo non è giusto”

Foto LaPresse

O le primarie o la suite. In attesa di negoziare la pace con la Russia (e con Schlein), Conte supervisiona il servizio in camera. Sta per aprire il Grand Hotel Plaza Zampolli. Sia chiaro, dice Zampolli, “se ci accordiamo con il signor Paladino. Stiamo negoziando”. Ricordate Conte che incontra a Roma, Paolo Zampolli, l’alto rappresentante di Trump, per la cessione del Plaza, l’hotel del suocero? Ebbene, ci sono sviluppi. Un concierge del Pd ci confessa: “Cesare Paladino ha incontrato Zampolli”. Non resta che telefonare a Zampolli. Hello, mister Zampolli, c’è stato un incontro? “E chi gliel’ha detto?”.
Meloni abolisce i bolli ma a casa Conte-Paladino bolle la grande vendita. Era aprile e l’ex direttore di Libero, Mario Sechi, il pirata di Cabras, pubblicava la notizia che Conte, l’avvocato del popolo, e genero di Cesare Paladino, l’amministratore dell’Hotel Plaza, l’hotel decorato da Renzo Mongiardino (per chi abita a Milano, è progettato da Mongiardino anche il ristorante Da Giacomo) incontrava Zampolli. I soliti riformisti del Pd pensavano che il nobile Conte ragionasse con Zampolli del futuro dell’Artico, della Cina, dell’Ucraina. E invece. E invece era bussiness (all’italoamericana). Paladino vuole cedere l’hotel, una delle bellezze di Roma, e Conte da avvocato del popolo, ops, del suocero, vuole capire se ci sono i “dollar”. La malasorte vuole che Conte e Zampolli vadano a pranzo al ristorante Sanlorenzo in via dei Chiavari e che il pirata di Cabras, Sechi, abbia un’aragosta che gli soffia la notizia (e che scatta anche la foto dell’incontro). Adesso, la novità. Un nuovo incontro, questa volta fra Zampolli e mister Paladino. Inviamo un messaggio a Zampolli. Attendiamo mezza giornata. Silenzio. Vogliamo la conferma a cinque stelle. Il concierge del Pd, che non ci scoraggia, “notizia sicura. Incontro certo, ma attendete Zampolli”. Ma Zampolli dove sta? Il rappresentante dove va? Questo Zampolli è meglio di Zazà. Sparito.
E ora un piccolo inciso su Conte, il leader che a Reggio Emilia si prende gli applausi della Festa dell’Unità. Sale sul palco della festa insieme a Stefano Bonaccini, il presidente del Pd, ma Bonaccini viene ridimensionato al ruolo di microfonista e Conte innalzato al ruolo di emiro. La straordinaria capacità di Conte, la sua versatilità? Questa. Si occupa di politica, interna, estera e anche dei rogiti. Ma insomma, Zampolli? Richiamiamo. Il concierge del Pd che ci ha girato la notizia: “Guarda che risponde a tutti i giornalisti, italiani. Se non ti richiama è chiaro che sei uno che va a fare l’aperitivo all’hotel Locarno”. Conte è troppo impegnato a partecipare alle feste del Fatto, ma la fortuna aiuta i concierge. Squilla il telefono ed è Zampolli, affabile, voce fascinosa, mascella da duro: “Come posso esservi d’aiuto?”. Mister, è vero che ha incontrato Paladino, il suocero di Conte: “Chi ve l’ha detto?”. E’ vero? “Sì, cioè no. Ma voi scrivete”. Ci serve una parola: “Diciamo che incontro tante persone”. Ma il Plaza vuole acquistarlo o no? “Diciamo che l’interesse rimane”. Cosa si frappone all’accordo? “Sa come funzionano gli affari?”. Una questione di prezzo? “Nel mio mestiere si negozia al prezzo giusto”. Il prezzo non è giusto? “Diciamo che ci parliamo ma stiamo aspettando una condizione più accettabile”. L’interesse rimane? “Certo, mi interessa. E’ un hotel che mi interessa. Ma ora mi vedo costretto a lasciarvi. Scrivete tranquilli”.
Le hanno provate tutte: il campo largo, il fronte democratico, la piattaforma e pure il letto a quattro piazze. Solo Conte, come sempre, aveva compreso in anticipo. Schlein garantisce che il programma della coalizione sarà presto scritto e anche Conte sta scrivendo. Schlein scrive la piattaforma e Conte l’atto di vendita dell’immobile. Grazie a Zampolli forse abbiamo trovato il nome giusto: il Plaza largo. Per Renzi c’è pur sempre un letto singolo.