Politica
Benzina sul fuoco •
Rocca: "Lotito? Nessuna solidarietà. Il suo problema è la postura. Voleva essere Berlusconi ma ha fallito"
Il presidente della regione Lazio difende gli indagati nell'inchiesta della procura di Roma che vedrebbero un complotto per destituire il presidente della SS: "Masi, Maiolini e Bisignani non penso siano coinvolti". E attacca: "Tornerei alla manifestazione del 2 luglio. Lotito è incapace di comunicare coi tifosi"
17 SET 26

"Complotti? No, il problema di Lotito è la postura e la sua incapacità strutturale di comunicare con i tifosi". Francesco Rocca, presidente della regione Lazio, non usa mezzi termini e sputa fuoco sulla già incendiata vicenda che ha coinvolto la società sportiva Lazio e il suo presidente, il senatore di Forza Italia Claudio Lotito. È notizia di due giorni fa che la Procura di Roma indaga Mauro Masi, Francesco Maiolini e Luigi Bisignani per manipolazione del mercato, ipotizzando una campagna di notizie false e pressioni per spingere l'azzurro a vendere la Lazio e influenzarne il titolo in Borsa. L'inchiesta mira anche a capire se dietro le iniziative contro il presidente ci fosse una regia unitaria.
Nel corso delle ultime quarantotto ore nessuno nel centrodestra italiano ha commentato. Tra i corridoi di Camera e Senato ha regnato il silenzio. Ed è al Foglio che il governatore Rocca vuole affidare un commento sulla vicenda. Parla da politico e da tifoso: "Non uso mezzi termini ma non faccio nemmeno retropensieri. Sull'inchiesta bisogna aspettare la magistratura e le indagini. Solo loro hanno il compito di appurare quanto è successo e quanto c'è di vero". Vuole esprimere solidarietà al senatore? "Anche in quel caso, aspetto le indagini: se tutto si rilevasse una bufala, per cosa dovrei essergli solidale?".
I protagonisti delle indagini dei pm di Roma sono Mauro Masi, presidente di Banca del Fucino, Francesco Maiolini, amministratore delegato della stesa banca e il faccendiere Luigi Bisignani. La procura ipotizza in un complicato ma funzionale complotto per spingere Lotito a vendere la Lazio, nel contesto delle più grandi e radicate proteste in corso tra la base dei tifosi della squadra e proprio la presidenza. "Non penso che Masi e Maiolini siano coinvolto in questa vicenda. Li conosco da tempo. Bisignani invece l'ho conosciuto di recente, alla manifestazione del 2 luglio, ma penso la stessa cosa", dice Rocca. Difende gli indagati.
E ricorda l'ultimo grande evento che ha scontrato i tifosi e Lotito, la manifestazione a Ponte Milvio alla quale anche il governatore ha partecipato: "Ci ritornerei, senza se e senza ma", ribadisce. "E le dico che se questa vicenda avesse delle basi, cosa che mi auguro e sono sicuro che non abbia, si inserisce in all'interno della rottura della tifoseria con il presidente. Non il contrario. Nessuno è in grado di manipolare 40-50 mila persone".
Per il governatore il dissenso "arriva da lontano". È una storia che, ripete, ha a che fare con la postura che un presidente dovrebbe avere. "Si è espresso male e in maniera volgare in più occasioni, si è rivolto ai tifosi dando loro degli 'stronzi'. È un dirigente sportivo, è un senatore. Non è questa la modalità. Siamo tutti esausti, tutti noi tifosi". E questo rapporto finisce anche per avere un risvolto elettorale.
Com'è stato per il referendum (ce li ricordiamo i cartelloni "Forza Italia il laziale voterebbe sì ma vota no! Ringraziate Lotito senatore del vostro partito"), gli elettori laziali di centrodestra boicottano da tempo la coalizione proprio per colpa del senatore azzurro. "Lotito è stato candidato non perché fosse un esperto di economia o geopolitica. Non mi pare che scriva analisi complesse su Limes. È stato candidato perché era presidente della Lazio!", attacca Rocca. Secondo lui, "probabilmente il presidente Berlusconi avrà pensato che ci fosse un consenso, cosa che Berlusconi è riuscito a mantenere nel corso di tutta la sua presidenza del Milan". Ma il confronto si ferma qui: "Lotito magari lo voleva emulare, ma diciamo che non ci è riuscito… Di nuovo: torna la postura. Io non ho mai sentito il presidente Berlusconi rispondere al telefono dei tifosi e insultarli. Devi essere al di sopra di queste cose. Ma che livello di civiltà è?".

